“Volontari usati per le pulizie invece che per il progetto di servizio civile”, due condanne
Il presidente e un componente della coop hanno pagato oltre ottomila euro accedendo al giudizio abbreviato
Si chiude con una condanna per danno erariale il giudizio dinanzi alla Corte dei Conti per la Regione Siciliana per la gestione di un progetto di servizio civile svoltosi presso una cooperativa di Canicattì. I giudici contabili hanno definito il procedimento a carico dei vertici della coop a seguito del ricorso al rito abbreviato e del contestuale risarcimento del danno.
L’azione della Procura regionale ha avuto origine da una denuncia del maggio 2024 presentata dal Dipartimento per le Politiche Giovanili: l’inchiesta ha svelato uno scenario di gravi irregolarità nell’attuazione del progetto, originariamente destinato al potenziamento delle competenze digitali degli anziani.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti ispettivi, infatti, gli operatori volontari, invece di essere formati e impiegati per il supporto digitale, venivano utilizzati per pulire le strutture o per gestire le attività quotidiane di una comunità per minori (sveglia degli ospiti e pulizie), relegando l’attività prevista, cioè il potenziamento delle competenze digitali degli anziani, a un ruolo del tutto residuale. Inoltre, durante un’ispezione, presso la sede ufficiale della cooperativa è stata trovata un’impresa edile al lavoro, mentre i volontari sono stati rintracciati in un altro appartamento dedicato all’accoglienza. È stata inoltre rilevata l’assenza di sistemi adeguati per la rilevazione delle presenze dei volontari.
A seguito di tali riscontri, l’ente è stato sanzionato con la cancellazione dall’albo degli enti di servizio civile. Il danno contestato, pari a circa 15.885 euro, corrispondeva ai compensi e agli oneri assicurativi erogati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ai sei volontari per un progetto che, nei fatti, non veniva svolto correttamente. Il Collegio, presieduto da Salvatore Chiazzese, ha accolto la richiesta di rito abbreviato il presidente e un componente della Coop, i quali a luglio 2025 hanno versato oltre 8mila euro. Con la sentenza n. 396/2025, la Corte ha dichiarato definito il giudizio, condannando inoltre i responsabili al pagamento delle spese processuali, liquidate in circa 350 euro.





