Rubinetti a secco a Cammarata, chiudono i caseifici: scatta l’emergenza della Protezione Civile
Due aziende avevano dovuto incrociare le braccia per mancanza di risorsa idrica: intervengono anche i comuni
“L’acqua è un bene primario, ma non per tutti a Cammarata. E’ inaccettabile che aziende del territorio debbano morire perché le autorità competenti non sono in grado di garantire un servizio essenziale e vitale. L’agricoltura e la zootecnia stanno morendo nell’indifferenza generale, e questo non è solo il fallimento di un’azienda, è il fallimento di un intero sistema politico e gestionale. Chi aveva il dovere di agire, non l’ha fatto”.
Con questo durissimo sfogo affidato ai social, Domenico Mangiapane, titolare dell’omonima azienda zootecnica, ha descritto la drammatica situazione vissuta nella zona montana. A causa dell’assenza totale della risorsa idrica da parte del Consorzio di Bonifica Ag3, infatti, il suo caseificio – celebre per i formaggi da vacche rosse, presidio Slow Food – e il caseificio Martorana sono stati costretti a trasmettere una formale comunicazione di sospensione temporanea delle attività all’Azienda sanitaria provinciale. Una resa inevitabile arrivata dopo diversi giorni di rubinetti completamente asciutti, durante i quali gli allevatori hanno dovuto fare miracoli anche solo per dare da bere al proprio bestiame.
Dopo le pesanti ripercussioni che hanno messo in ginocchio le attività zootecniche e migliaia di utenze collegate all’acquedotto rurale di Cammarata, sono finalmente arrivate le risposte istituzionali per fare fronte alla crisi. La macchina dei soccorsi si è mossa su richiesta di Baldo Giarraputo, commissario del Consorzio di Bonifica Sicilia Occidentale, portando il direttore del Dipartimento della Protezione Civile regionale, Salvo Cocina, a disporre l’attivazione immediata di un supporto mediante autobotti. La situazione di forte criticità è legata ai pesanti ritardi nelle forniture idriche (con turnazioni che hanno raggiunto perfino una settimana), originati inizialmente dalla mancata erogazione da parte di Siciliacque e successivamente da un guasto alla condotta gestita dal Consorzio di Bonifica, un problema che nel frattempo è stato comunque riparato.
Nel pomeriggio la macchina organizzativa regionale era già pienamente operativa per garantire l’approvvigionamento idrico di emergenza. Sono state schierate anche due autobotti del Comune di Cammarata da 11.000 e 6.000 litri. A queste si sono aggiunte un’autobotte da 8.000 litri del Comune di San Giovanni Gemini, due mezzi del Consorzio di Bonifica Sicilia Occidentale da 11.000 e 8.000 litri, e un’autobotte da 14.000 litri della Protezione Civile regionale condotta dai volontari dell’Associazione di Volontariato di Sambuca di Sicilia.


