Agguato a Favara, scampato alla morte Nicotra chiede: “Dovete proteggermi”
Proseguono nel massimo riserbo le indagini sull’agguato, avvenuto martedì scorso, in via Torino a Favara, dove una pioggia di fuoco, nello specifico colpi di kalashsnikov ha ferito ad un gluteo Carmelo Nicotra, 35 anni, originario del luogo. Viste le ferite riportate l’uomo è stato ricoverato all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento dove è stato […]
Proseguono nel massimo riserbo le indagini sull’agguato, avvenuto martedì scorso, in via Torino a Favara, dove una pioggia di fuoco, nello specifico colpi di kalashsnikov ha ferito ad un gluteo Carmelo Nicotra, 35 anni, originario del luogo. Viste le ferite riportate l’uomo è stato ricoverato all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento dove è stato sottoposto a due interventi chirurgici. Intanto l’avvocato Salvatore Cusumano, difensore del Nicotra, ha chiesto che il proprio assistito sia sottoposto a sorveglianza dato che al momento quest’ultimo è sì ricoverato, ma non piantonato, nella struttura ospedaliera agrigentina. La richiesta è stata effettuata alla Procura della Repubblica di Agrigento che si sta occupando delle indagini ed è stata formalizzata a tutela dell’incolumità dell’uomo.
Colpi d’arma da fuoco, un kalašnikov e una pistola calibro 9, questo lo scenario verificatosi quel martedì notte in via Torino. Obiettivo di almeno tre sicari (due sparano il terzo alla guida di un Fiorino) il favarsee proprietario di un magazzino nella via dell’agguato è sfuggito alla morte.
Secondo una ricostruzione più approfondita, non dovrebbe esserci stato un conflitto a fuoco (anche se la pista non viene del tutto esclusa ed il giovane sottoposto all’esame Stub per verificare se abbia sparato) tra vittima e sicari. L’uomo ferito è stato soccorso da qualcuno (non è stato volutamente rivelato il nome) che ha trasportato Nicotra nei pressi dell’ospedale San Giovanni di Dio (non demtro l’ospedale, con il chiaro intento di non farsi identificare) dove l’uomo ferito è stato notato da una coppia di fidanzati che ha dato l’allarme.






