Agrigento, “Aiutarono imprenditore a riottenere patente”: a processo impiegati Prefettura

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Agrigento, “Aiutarono imprenditore a riottenere patente”: a processo impiegati Prefettura

di Redazione
Pubblicato il Mag 14, 2019
Agrigento, “Aiutarono imprenditore a riottenere patente”: a processo impiegati Prefettura

Avrebbero procurato un ingiusto vantaggio all’imprenditore agrigentino Massimo Campione facendogli riottenere la patente, che gli era stata ritirata dalla polizia stradale, in violazione delle leggi e delle disposizioni in merito. Per questo motivo sono finiti a processo due impiegati della Prefettura di Agrigento, Giuseppe Sutera Sardo e Giovanni Vaccaro, con le accuse di abuso d’ufficio e occultamento di atti.

La vicenda risale ai primi mesi del 2016 quando la polizia stradale di Canicattì ritirò la patente all’imprenditore Campione per un sorpasso maldestro. Il provvedimento sanciva la sospensione della carta di circolazione per la durata di trenta giorni. In una seconda occasione la stradale fermò nuovamente Campione a bordo di un’auto e, convinti di essere di fronte ad una anomalia, segnalò il fatto. 

Questa mattina, davanti i giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Agrigento presieduta da Angela Wilma Mazzara con a latere Manfredi Coffari e Fulvia Veneziano, è comparso in qualità di testimone proprio Campione che ha raccontato la versione dei fatti: “Dopo il ritiro della patente mi recai in Prefettura a Bonamorone e chiesi spiegazioni in merito. Mi ricordo di un uomo con i capelli brizzolati. Conosco di vista – ha concluso l’imprenditore –  soltanto uno dei due imputati.”

In seguito è stata la volta dei due imputati che si sono sottoposti all’esame. Vaccaro, sentito per primo, ha ricostruito la “catena di montaggio”che caratterizza l’iter delle pratiche di patenti sospese sottolineando però che alcune volte, per la mole di lavoro, alcuni fascicoli che potrebbero essere impugnati in un eventuale ricorso dell’utente vengono catalogati in non trattabili. Sutera, archivista della Prefettura oggi in pensione, ha riferito di aver incontrato soltanto una volta e in quella occasione l’imprenditore e, analizzando il verbale della stradale e verificando che fosse tutto quanto in regola, riconsegnò la patente a Campione. 

L’accusa è sostenuta in aula dal sostituto procuratore Sara Varazi; gli imputati sono difesi dagli avvocati Olindo Di Francesco e Giuseppe Giglione. Si torna in aula il 2 luglio.


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