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Anno giudiziario, il procuratore Di Leo: “In mare aperto non ci sono nemici ma esseri umani da soccorrere”

La relazione del procuratore di Agrigento in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario: una panoramica sull’ufficio da lui diretto, sulla questione immigrazione e sulle fattispecie di reato che stanno emergendo

Pubblicato 25 minuti fa

È una panoramica a tutto tondo quella che il procuratore di Agrigento, Giovanni Di Leo, effettua nella relazione inviata alla Corte di appello di Palermo in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno giudiziario che si svolgerà domani (31 gennaio). Il capo dei pm della Città dei templi affronta diverse tematiche: dalla carenza di organico, a cominciare dal ruolo ancora vacante di procuratore aggiunto, agli effetti della riforma; dai rapporti con la Direzione distrettuale antimafia all’impossibilità di effettuare indagini internazionali di spessore “per la esiguità del tempo a disposizione in un territorio afflitto da problematiche criminali interne di rilevante entità e gravità in particolare sotto il profilo dei reati di violenza di genere e contro la Pubblica amministrazione”.

Infine un passaggio dedicato al fenomeno dell’immigrazione dove la procura di Agrigento risulta in primissima linea. Su questo punto le parole del procuratore Di Leo sono chiare e nette: “In mare aperto, calmo o in tempesta che sia, non vi sono nemici ma esseri umani da soccorrere.” Tuttavia Di Leo apre una profonda riflessione sul sistema accoglienza-sicurezza: “L’aumento, non giustificato dal numero complessivo di arrivi sul suolo di Lampedusa e della Provincia di Agrigento, di episodi di naufragio e di vittime in mare aperto. Ferma la profonda stima e la riconoscenza verso la Guardia Costiera e le altre forze di polizia impegnate quotidianamente nelle operazioni di soccorso, appare evidente dal ripetersi di episodi e dalla conseguente apertura di fascicoli per il reato di naufragio colposo, che vi sia qualcosa da rivedere in ordine al complessivo e certamente dispendioso apparato di controllo e sicurezza delle frontiere marittime, con riferimento al correlato ed ineludibile obbligo di soccorso per le persone e il naviglio che si trova in mare in condizione di di stress.”

Il procuratore traccia poi un report sui rapporti con la procura distrettuale e con quella europea:I rapporti tra la Procura di Agrigento e la Procura distrettuale antimafia, come con le altre procure del distretto sono ottimi, ma la necessità effettiva di indagine coordinate viene verificata di volta in volta con i diretti interessati tramite il Procuratore della Repubblica. Nulla da segnalare per quanto riguarda i rapporti – ottimi – con Eurojust, se non la materiale impossibilità di un Ufficio come quello da me diretto di seguire indagini con risvolti internazionali di un certo tipo, per la esiguità del tempo a disposizione in un territorio afflitto da problematiche criminali interne di rilevante entità e gravità in particolare sotto il profilo dei reati di violenza di genere e contro la Pubblica amministrazione.”

Di Leo prosegue: “Sono emersi e stanno emergendo, peraltro, rilevanti fattispecie penali in materia di gestione illecita di impianti di stoccaggio di rifiuti plastici, attività molto lucrosa ma svolta in totale inosservanza delle misure cautelari antincendio e di altra natura, con attività di verifica e prevenzione che dà luogo a procedimenti penali i quali, una volta attivati, portano alla estinzione delle possibili sanzioni mediante adozione delle prescrizioni imposte. In almeno due casi, tuttavia, la risposta sembra essere stato un misterioso incendio doloso con gravissime conseguenze ambientali e con danno per la p.a. [vicenda Omnia a Licata e vicenda Ecoface a Ravanusa]. Le indagini su tali fatti delittuosi in un caso [Omnia] hanno portato all’arresto in un caso degli autori dell’incendio, ma non ancora dei mandanti. Nel secondo caso, risalente a pochi giorni fa, sono ancora in corso.”

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