Appalti e mazzette, chiesto l’arresto di imprenditore di Favara e del sindaco di Sommatino
Maxi inchiesta su un giro di appalti e mazzette al Comune di Sommatino. Chiesti 8 arresti tra sindaco, vice sindaco, assessore e dirigenti. Tra gli indagati anche l’imprenditore favarese Dino Caramazza
Nel maggio dello scorso anno era finito in manette nella nota inchiesta “Appalti e mazzette” con l’accusa di aver elargito denaro per assicurarsi lavori pubblici nell’Agrigentino. L’indagine è quella che vede indagato anche il deputato Roberto Di Mauro. A distanza di oltre un anno rischia di tornare nuovamente in carcere l’imprenditore favarese Diego “Dino” Caramazza, 45 anni. La procura di Caltanissetta ha chiesto il suo arresto e quello di altri sette indagati. Tra loro ci sono il sindaco di Sommatino, Totò Letizia (carcere), il vice sindaco Mariangela Castellano e l’assessore Jean Pierre Rumeo (domiciliari). Un vero e proprio terremoto giudiziario quello che si è abbattuto sul Comune di Sommatino. L’accusa è sempre la stessa: corruzione. Non sono solo i politici a rischiare l’arresto ma anche il dirigente comunale Roberto Alotta (custodia in carcere), il tecnico Calogero Vendra (richiesta di domiciliari) e l’imprenditore Luigi Pulci (domiciliari).
La Procura di Caltanissetta chiede il carcere per 5 indagati e i domiciliari per altri 3. Tutti compariranno il 25 e 26 giugno i davanti il gip Lorena Santacroce per gli interrogatori preventivi. Le indagini, coordinate dai pm nisseni ed eseguite dai carabinieri, ipotizzano un giro di tangenti per ottenere gli appalti pubblici. All’imprenditore favarese Caramazza, ad esempio, viene contestata una mazzetta di 15 mila euro per assicurarsi i lavori alla “Villa Garibaldi”. La stessa cifra sarebbe stata promessa a Vendra e Alotta per l’assegnazione dei lavori al cimitero comunale.


