Agrigento

“Appalti e mazzette”, i dubbi della Procura sulle elezioni del Libero Consorzio di Agrigento 

Per la Procura di Agrigento la (presunta) associazione avrebbe condizionato gli esiti elettorali mediante pilotaggio del voto chiedendo le foto delle schede

Pubblicato 20 minuti fa

Le ultime elezioni del Libero Consorzio di Agrigento finiscono direttamente nelle carte dell’inchiesta “appalti e mazzette”. Il pool di magistrati guidato dal procuratore capo Giovanni Di Leo, composto anche dai pm Gaspare Bentivegna e Annalisa Failla, ha notificato l’avviso di conclusione indagini nei confronti di 32 tra persone e società ipotizzando un “sistema” in grado di condizionare gli appalti pubblici, nomine ma anche – in questo caso – l’andamento elettorale. E nel provvedimento che anticipa la richiesta di rinvio a giudizio ci sono diversi passaggi che fanno riferimento alla tornata di secondo livello relativa all’ex Provincia di Agrigento quando, nell’aprile scorso, venne eletto presidente del Libero Consorzio il sindaco di Aragona, Giuseppe Pendolino (non indagato). 

Gli inquirenti lo mettono nero su bianco nel paragrafo relativo alla (presunta) associazione a delinquere, ipotesi di reato contestata a quattro indagati: il super-burocrate Sebastiano Alesci, il deputato regionale Roberto Di Mauro, l’ex consigliere provinciale Luigi Sutera Sardo e l’ex dirigente del Comune di Ravanusa, Vittorio Giarratana. Per i pm agrigentini i quattro avrebbero fatto parte di “una associazione a delinquere finalizzata alla commissione di un numero indeterminato di delitti contro la Pubblica Amministrazione [..] altresì condizionando gli esiti elettorali del Consorzio Comunale di Agrigento, mediante il pilotaggio del voto degli aventi diritto, così da garantire l’elezione di soggetti ritenuti funzionali agli interessi del sodalizio e consolidare così il controllo sulle successive attività amministrative dell’ente”. Secondo i pm un ruolo decisivo in tal senso lo avrebbe avuto Luigi Sutera Sardo che – scrivono i pm nel provvedimento – “operava quale collaboratore di Alesci e quale vero e proprio intermediario nei rapporti tra l’Alesci e gli operatori economici favoriti dal primo [..] mantenendo i contatti tra Alesci, Giarratana e i Caramazza (quest’ultimo arrestato due volte nell’ultimo mese per vicende di tangenti ndr), i quali appoggiavano – mediante interventi su consiglieri comunali di Favara di loro conoscenza – la candidatura a presidente del Libero Consorzio di Giuseppe Pendolino su indicazione indiretta del Di Mauro, con il quale assumevano di “stare” e ricevendo a mezzo di messaggistica (mediante invio della foto della scheda elettorale) la prova del voto del candidato appoggiato dai sodali.”

La vicenda, oggi tra le contestazioni formali nell’atto di conclusione indagini della Procura di Agrigento, era stata raccontata da Grandangolo negli scorsi mesi ed è frutto dell’attività dei poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento agli ordini del vicequestore Vincenzo Perta. Agli investigatori, infatti, balzò certamente all’occhio il dinamismo degli imprenditori favaresi e del dirigente licatese nel cercare i voti dei consiglieri comunali che poi si recheranno alle urne per le elezioni di secondo livello. L’esistenza del legame tra il mondo politico e quello imprenditoriale si percepisce grazi ad alcune telefonate intercettate che hanno per interlocutori l’on. Roberto Di Mauro, l’architetto Alesci e l’imprenditore Luigi Sutera Sardo. Il primo chiama al telefono Alesci per sapere dei voti certi in loro favore provenienti dal comune di Favara. L’architetto Io rassicurava dandogli conferma di un voto e garantiva che avrebbe incontrato l’altra persona in settimana, cosa che  l’ex assessore raccomandava di fare. Tra il 9 e l’11 aprile vengono intercettate alcune chiamate dell’imprenditore Caramazza che non fa certamente mistero della sua appartenenza allo schieramento Di Mauro, utilizzando il plurale (“da questa parte con noi”) e indicando in un “forestiero” di Licata e nel presidente Pendolino le scelte designate. A pochi giorni dalle elezioni, invece, sono diverse le chiamate intercettate tra l’onorevole Di Mauro e il dirigente Alesci ma anche quelle tra quest’ultimo e l’imprenditore Sutera Sardo. Il burocrate chiede all’imprenditore conferma di due voti a Favara con la raccomandazione di una fotografia. Gli investigatori collegano l’episodio a quanto accaduto qualche giorno prima poichè, in una intercettazione ambientale, analoga richiesta era stata avanzata da Di Mauro ad Alesci con quest’ultimo che lo rassicurava dopo aver parlato con la consigliera da eleggere.

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