Agrigento

“Eventopoli”, lo spettacolo del Mandorlo in fiore e l’accusa di corruzione: cosa emerge dalle intercettazioni

La Procura di Agrigento ipotizza un accordo corruttivo per lo spettacolo finale dell’ultima edizione del Mandorlo in Fiore

Pubblicato 9 minuti fa

“Intanto questi sono quelli che ti dovevo dare e ti ringrazio.. tanto prima o poi te li dovevo dare, sono passato dalla banca e ho fatto un prelievo per mia moglie.. dico.. ora li prendo e glielo do pure a Salvo tanto non è questo il problema”. È il 29 gennaio 2026 e i carabinieri del Nucleo Investigativo intercettano questa conversazione tra l’allora direttore generale della Fondazione Teatro Pirandello, Salvo Prestia, e Vincenzo Abate, direttore dell’Accademia “Free Melody”. Per gli investigatori, che già da tempo monitorano soggetti che potrebbero essere coinvolti in quella che diventerà l’inchiesta “Eventopoli”, si sta concretizzando “la stipula di un patto corruttivo per lo svolgimento dello spettacolo di chiusura del Mandorlo in Fiore”. 

Ai due, finiti nel vortice delle indagini, viene contestato il reato di corruzione. “I picciotti dell’orchestra..che lo vogliono fare, quindi, su 25 mila euro che loro potrebbero dare, 2500 euro li do a te..a te li do, li passo a te, a me non interessa poi te la vedi tu..” dice l’interlocutore di Prestia. E ancora: “Io preferisco avere a che fare con te non con Carmelo.. Salvù tu lo sai benissimo.. Carmelo è una mina vagante certe volte.. una mina che scoppia a seconda di come vuole lui capisci?”. Secondo la ricostruzione della Procura di Agrigento – con il procuratore capo Giovanni Di Leo ed il sostituto Elettra Consoli – Prestia avrebbe ricevuto o accettato (per sé o per altri) in una occasione una somma indefinita di denaro per uno spettacolo svolto da Abate e, in un’altra occasione, accettato la promessa di 2.500 euro per lo svolgimento dello spettacolo di chiusura della edizione del Mandorlo in Fiore 2026. I pm ipotizzano che il costo del singolo evento per la Fondazione Pirandello sarebbe stato di 25 mila euro. 

È bene ribadire che la fase preliminare delle indagini impone cautela e prudenza nel rispetto di chi indaga e chi deve difendersi dalle accuse. Sul punto, peraltro, è già intervenuto lo stesso Abate che, nel sospendersi dalla carica di direttore dell’Accademia Free Melody, ha respinto le accuse:“Massimo rispetto per la magistratura e per l’attività investigativa in corso, alla quale si dice disponibile ad offrire ogni chiarimento utile, nella piena fiducia che le verifiche in atto consentiranno di accertare la propria posizione e di fugare ogni equivoco.”

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