Faida Favara-Belgio: scontro a colpi di kalashnikov tra i clan registrato da telecamere
Con l’operazione Mosaico, eseguita dai poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento insieme ai colleghi della polizia federale belga, si chiude il cerchio su uno dei due gruppi di fuoco che dal 2015 ha dato vita a quella che è riconosciuta come la faida Favara-Liegi lasciando dietro di sé una scia di sangue fatta di cinque […]
Con l’operazione Mosaico, eseguita dai poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento insieme ai colleghi della polizia federale belga, si chiude il cerchio su uno dei due gruppi di fuoco che dal 2015 ha dato vita a quella che è riconosciuta come la faida Favara-Liegi lasciando dietro di sé una scia di sangue fatta di cinque omicidi, due tentati omicidi e altri
due attentati mai denunciati all’autorità giudiziaria.
Ad arricchire il già colmo quadro giudiziario ci sono anche le dichiarazioni di due collaboratori di giustizia – il pentito di mafia Giuseppe Quaranta e il trafficante di droga Santiago.
Parallelamente un’attività incessante di pedinamenti, intercettazioni, sequestri e monitoraggio da parte delle forze dell’ordine che hanno così potuto ricostruire cinque anni di guerra tra clan.
Otto gli arresti eseguiti (quasi) tutti appartenenti al clan Bellavia, protagonista e antagonista al clan capeggiato da Maurizio Distefano: si tratta di Calogero Bellavia, 31 anni; Antonio Bellavia, 48 anni; Calogero Ferraro, 42 anni; Carmelo Nicotra, 38 anni; Gerlando Russotto, 31 anni;
Carmelo Vardaro, 44 anni; Vincenzo Vitello, 65 anni, Michelangelo Bellavia, 32 anni. Quest’ultimo, che non compare nelle richieste di cattura, è
stato arrestato in seguito ad una perquisizione in cui è stato trovato
in possesso di ben tre pistole e un silenziatore (il Gip ha già
convalidato il suo arresto). Rigettata, infine, la richiesta di arresto
nei confronti di Calogero Gastoni, cognato di Nicotra, che per
gli inquirenti altro non sarebbe che l’esecutore materiale dell’ultimo
omicidio della faida, quello di Emanuele Ferraro, ripreso
peraltro dalle telecamere di sorveglianza in via Diaz l’8 marzo-
Dunque in possesso degli inquirenti vi sarebbero anche video regisrati grazie alle telecamere che avrebbero ripreso in sostanza lo scontro a colpi di mitragliette tra i clan.
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