Agrigento

Fase due, al momento nessun esodo: solo in 35 sono rientrati ad Agrigento

La fase due è cominciata dal quattro maggio scorso ma ad Agrigento, almeno al momento, non si registra un vero e proprio esodo di persone che decidono di rientrare in città. Dal tre maggio sono “soltanto” 35 le persone che si sono registrare al portale del Comune di Agrigento. Il dato è comunque in continuo […]

Pubblicato 6 anni fa

La fase due è cominciata dal quattro maggio scorso ma ad Agrigento, almeno al momento, non si registra un vero e proprio esodo di persone che decidono di rientrare in città. Dal tre maggio sono “soltanto” 35 le persone che si sono registrare al portale del Comune di Agrigento. Il dato è comunque in continuo aggiornamento e (ovviamente) non tiene conto di chi, pur essendo obbligatorio, non si è auto-denunciato. In ogni caso il numero ufficiale e certificato (al 7 maggio) descrive come in realtà non ci sia in atto un rientro di massa. Almeno per il momento. Un quadro più chiaro della situazione potrà essere fatto nelle prossime settimane anche perché, soprattutto studenti fuori sede, stanno organizzando il ritorno in città proprio in queste ore in conseguenza a disagi registrati negli scorsi giorni con aerei e treni. In tal senso una “fotografia” del fenomeno potrebbe essere realizzata nelle prossime due settimane. 

Quanti rientrano devono osservare un periodo di isolamento obbligatorio di 14 giorni comunicando il loro arrivo al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta, al Dipartimento della prevenzione dell’ASP competente per territorio e registrandosi al sito www.siciliacoronavirus.it. Non sono soggetti alla “quarantena” coloro che risultavano esonerati dall´Ordinanza n. 18 e cioè: gli operatori sanitari e quelli che svolgono servizi di pubblica utilità, le Forze dell´Ordine, le Forze armate, i magistrati, i lavoratori pendolari, i titolari di cariche politiche e di governo, gli autotrasportatori e i lavoratori della filiera agroalimentare. Dopo tale periodo, se necessario, sarà possibile spostarsi verso un’altra regione solo per i motivi previsti dal DPCM del 26 aprile 2020 (ossia: esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute, incontro con i congiunti e rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza).

Intanto ad Agrigento i dati sul coronavirus sono stabili e incoraggianti. In città l’ultimo caso accertato di Covid-19 è stato registrato lo scorso 13 aprile, oltre venti giorni addietro. In compenso sono aumentate le guarigioni che hanno portato – allo stato attuale – il numero dei positivi a quattro unità. La fase due, iniziata lo scorso 4 maggio, ha visto un allentamento delle misure adottate per evitare la diffusione del contagio: da qualche giorno ad Agrigento in molti hanno ricominciato a fare sport, lunghe passeggiate o giri in bicicletta. Non tutti, però, hanno ancora capito quanto importante sia, anche in queste occasioni e vista l’affluenza, adottare tutti i dispositivi di sicurezza necessari. Proprio la fase due, con il conseguente allenamento delle misure, ci impone di mantenere un atteggiamento ancora più responsabile. 

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