Apertura

L’assoluzione del “postino” di Provenzano: “Non c’è prova che sia entrato di nuovo in Cosa nostra”

Simone Castello, ritenuto un tempo uno dei “postini” di Bernardo Provenzano, è stato assolto nel processo Xidy. Per i giudici gli epiteti manca la prova di un contributo concreto a Cosa nostra

Pubblicato 1 ora fa

Assolto per non aver commesso il fatto. Un vero e proprio ribaltone quello che ha riguardato Simone Castello, 76 anni, di Bagheria, ritenuto in passato uno dei “postini” di Bernando Provenzano. Castello, coinvolto nella maxi operazione Xidy sul mandamento mafioso di Canicattì, era stato condannato in primo grado a 12 anni di reclusione per associazione mafiosa. In appello, invece, è stato scagionato completamente per non aver commesso il fatto. E per il bagherese, peraltro, non è neanche la prima volta. Nel 2009 venne arrestato, condannato ad oltre nove anni in primo grado per poi venire assolto in appello. Per i giudici della Corte di appello di Palermo il ricorso dell’avvocato Raffaele Bonsignore  è meritevole di accoglimento. Negli scorsi giorni sono state depositate le motivazioni e adesso si può conoscere, dunque, il perchè Castello è stato assolto. 

Scrive la Corte di appello di Palermo:Contrariamente a quanto dedotto dal giudice di primo grado, dalle emergenze investigative confluite agli atti del presente procedimento non è possibile trarre la prova, oltre ogni ragionevole dubbio, che il Castello “…dal maggio del 2012” abbia fatto nuovamente ingresso in un’articolazione territoriale dell’associazione mafiosa “cosa nostra” assumendone un preciso ruolo ed esercitandone le funzioni in concreto e in modo dinamico. Castello Simone, dopo essere stato condannato per aver fatto parte della famiglia mafiosa di Bagheria fino al 1998, è stato assolto, con sentenza emessa dalla Corte di Appello di Palermo del 17.1O.2011, dal l’accusa di aver continuato a far parte della medesima famiglia mafiosa dal 1998 all’aprile 2012 .Gli epiteti, di “persona seria” e “figliozzu di Provenzano”~ (questo tra l’altro neanche attribuito di certo al Castello) registrati nella conversazione tenuta da Castello con Boncori in data 10.04.2019, ad attribuire all’odierno appellante il ruolo di uomo d’onore”: qualifica, peraltro, di per sé inidonea a sorreggere il giudizio di colpevolezza ai sensi dell’articolo 416 bis c.p. in assenza di prova ci un contributo materiale offerto in concreto in favore dell’organizzazione. L’espressione del Castello “io, ormai sono adagiato… ca un disturbo a nessuno” rivolta ad un esponente apicale dell’organizzazione mafiosa del calibro di Buggea, posto a capo della famiglia di Canicattì, rivela anche un disinteresse ben più ampio di quello riferito alla proposta del Buggea, avendo voluto significare, il Castello, di essersi defilato (“adagiato”) cioè messo da parte e di non essere più interessato ad avere rapporti illeciti con altri sodali o complici in loschi affari.”

E ancora: L’espressione del Castello “io, ormai sono adagiato… ca un disturbo a nessuno” rivolta ad un esponente apicale dell’organizzazione mafiosa del calibro di Buggea, posto a capo della famiglia di Canicattì, rivela anche un disinteresse ben più ampio di quello riferito alla proposta del Buggea, avendo voluto significare, il Castello, di essersi defilato (“adagiato”) cioè messo da parte e di non essere più interessato ad avere rapporti illeciti con altri sodali o complici in loschi affari. Anche la menzione di Messina Denaro, durante la stessa conversazione, avvenuta al commento di un articolo di giornale, non riconduce in alcun modo a fatti o circostanze che possano essere utili ad accertare una responsabilità penale del Castello a titolo di concorso in una qualche attività illecita.” 

E infine: Dalle conversazioni intercettate poste a fondamento del capo di accusa non emergono elementi di prova circa un suo determinato ruolo associativo o un suo apporto contributivo determinante o utile ai fini del rafforzamento o del mantenimento in vita del sodalizio mafioso.”

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Grandangolo Settimanale N. 8/2026 · Edizione digitale
Ultima uscita
Vai all'edicola digitale
Grandangolo Settimanale N. 40 - pagina 1
Pagina 1 di 11
Hai già acquistato questo numero? Inserisci il codice di accesso:
banner omnia congress
banner italpress istituzionale banner italpress tv