Mafia, processo Icaro: difese passano all’attacco: “Nessuna organizzazione, in cinque anni nessun reato”
Sono riprese questa mattina le discussioni degli avvocati che difendono gli imputati nell’ambito del processo Icaro, scaturito dall’omonimo blitz della Squadra Mobile di Agrigento, che avrebbe disarticolato una nuova ri-organizzazione delle famiglie mafiose agrigentine e in particolare modo nella zona tra Cianciana, Montallegro, Santa Margherita Belice e Cattolica Eraclea. Dopo la requisitoria del pm della […]
Sono riprese questa mattina le discussioni degli avvocati che difendono gli imputati
nell’ambito del processo Icaro, scaturito dall’omonimo blitz della Squadra Mobile di Agrigento, che avrebbe disarticolato una nuova ri-organizzazione delle famiglie mafiose agrigentine e in particolare modo nella zona tra Cianciana, Montallegro, Santa Margherita Belice e Cattolica Eraclea.
Dopo la requisitoria del pm della DDA di Palermo Claudio Camilleri che aveva richiesto 134 anni di carcere per gli imputati, presunti affiliati e boss dell’agrigentino, la “palla” è passata alle difese.
Quest’ultime, condividendo una comune strategia, hanno mosso perplessità sull’intero impianto accusatorio basato, nella maggior parte dei casi, su intercettazioni ambientali e telefoniche che non avrebbero portato alla luce le evidenti peculiarità che caratterizzano un’associazione mafiosa: controllo del territorio, assoggettamento e intimidazione.
Criticate anche le dichiarazioni – che hanno fatto irruzione nel processo Icaro – rese dai collaboratori di giustizia come Maurizio Di Gati e Giuseppe Quaranta. Questo il leitmotiv delle arringhe difensive degli avvocati Garascia, Salvago, Augello e Gaziano. “In cinque anni di intercettazioni non è mai stato accertato un reato, mai un danneggiamento né una estorsione.”
Alla fine della discussione i difensori hanno chiesto l’assoluzione per tutti i loro assistiti e, nello specifico: Damiano Marrella, Vincenzo Marrella (cl.55), Antonino Abate, Pasquale Schembri.
Queste, invece, le richieste di condanna avanzate dall’accusa: Antonino Abate, 32 anni, di Montevago, 20 anni di reclusione; Carmelo Bruno, 50 anni, di Motta Santa Anastasia, 4 anni; Vito Campisi, 48 anni, di Cattolica Eraclea, 8 anni; Roberto Carobene, 41 anni, di Motta Santa Anastasia, 4 anni; Antonino Grimaldi, 58 anni, di Cattolica Eraclea, 20 anni; Stefano Marrella, 62 anni, di Montallegro, 20 anni; Vincenzo Marrella, 44 anni, di Montallegro, 16 anni; Vincenzo Marrella, 63 anni, di Montallegro, 20 anni; Gaspare Nilo Secolonovo, 50 anni, di Santa Margherita Belice, 6 anni (richiesta di condanna solo per armi, chiesta l’assoluzione per associazione mafiosa) e Francesco Tortorici, 39 anni, di Montallegro, 16 anni.




