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Maxi blitz antimafia, 25 arresti: “C’è chi paga il pizzo da 40 anni” (NOMI)

Contestualmente e' in corso di esecuzione un decreto di sequestro preventivo per un valore di circa 5,5 milioni di euro

Pubblicato 2 settimane fa

Le mani sull’economia, sulle attivita’ commerciali, sui settori dell’agroalimentare e dell’edilizia e sugli appalti. Un vasto traffico di droga dalla Spagna. Una pressione estorsiva eccezionale – con il pizzo anche fatturato, pure in forma di quota di utili versati – a fronte di una reazione delle vittime ritenuta troppo flebile e il conseguente l’invito dei magistrati rivolto agli imprenditori alla ‘ribellione’. E’ quanto emerso dall’operazione antimafia scattata tra Catania e Siracusa. Venticinque gli arresti per associazione a delinquere di tipo mafioso, detenzione di armi da guerra, violenze, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, riciclaggio, rapina, traffico organizzato di sostanze stupefacenti, reati con l’aggravante, dell’agevolazione mafiosa della famiglia Santapaola-Ercolano e del clan Nardo di Lentini.

GLI INDAGATI

Gaetano Teclo Angelino, 59 anni di Carlentini; Sebastiano Basso “babaleccu”, 42 anni di Carlentini; Alfio Bonomo detto “Alfredo” 60 anni di Carlentini; Alfio Calabrт, 33 anni di Carlentini; Antonino Sebastiano Calanni Pileri, 45 anni di Maniace; Franco Catania, 41 anni di Lentini; Antonio Corso, 45 anni di Lentini; Michael Di Fazio, 32 anni di Lentini; Alberto Di Mauro, 48 anni di Lentini; Domenico Fava, 46 anni di Francofonte; Gabriele Liprino Favazzi, 29 anni di Lentini; Giuseppe Furnò detto “pupiddu”, 74 anni di Lentini ma residente a Perugia; Giuseppe Giampapa, 53 anni di Lentini; Antonino Guercio, 49 anni di Lentini; Ercole Daniele Modica, 63 anni di Lentini; Davide Musumeci, 35 anni di Catania; Angelo Maria Randazzo, 50 anni di Lentini; Massimiliano Rizzo, 52 anni di Lentini; Vincenzo Rizzo, 56 anni di Palagonia; Alfio Scandurra, 35 anni di Lentini; Sebastiano Scrofani, 54 anni di Augusta; Dario Vacante, 40 anni di Catania; Fabio Virzì, 47 anni di Lentini; Filadelfio Zarbano, 40 anni di Lentini

Le misure cautelari sono scattate nell’ambito dell’operazione coordinata dalla procura di Catania, eseguite dai carabinieri del Comando provinciale di Siracusa e dai finanzieri del Comando provinciale di Catania, nonche’ dal Servizio centrale investigazione criminalita’ organizzata di Roma. Fatta luce sulla struttura del clan Nardo di Lentini (Siracusa), con ramificazioni nella zona nord della provincia di Siracusa, storicamente affiliato alla famiglia catanese Santapaola-Ercolano, sugli atti estorsivi ai danni di imprese della filiera agroalimentare (con particolare riferimento al trasporto e alla commercializzazione di agrumi) e di imprese coinvolte nell’esecuzione di opere appaltate da societa’ a controllo pubblico; e sull’esercizio del controllo dello spaccio di sostanze stupefacenti. “Questa indagine ci restituisce una mafia capace di tornare sul campo e di avere un controllo economico importante di molte attivita’”, ha detto il procuratore aggiunto di CataniaSebastiano Ardita, “le estorsioni in parte venivano imposte come una tassa. Le imprese sono costrette a pagare in base ai servizi resi e a versare gli utili che hanno conseguito alle associazioni mafiose, in una forma quasi ufficiale, fatturata da queste associazioni criminali. Solo che in molti casi gli importi sono spropositati”.

Il procuratore Francesco Curcio e’ netto: “Chiedo a tutti gli imprenditori di prendere coscienza e a ribellarsi a questo sistema. Ci sono casi di imprenditori che pagavano 40 anni fa e adesso abbiamo scoperto continuano a pagare. L’attivita’ estorsiva determina dei condizionamenti gravissimi alla libera concorrenza. Chi si sente democratico e liberale deve considerare questi come reati che attentano alla liberta’ del sistema economico. Perche’ non si e’ piu’ liberi di decidere come e a chi vendere e attraverso quali mezzi e strumenti. Quello che e’ grave e’ che non vengano denunciati immediatamente questi abusi e queste angherie. Bisogna che gli imprenditori si convincano che lo Stato e’ sempre al loro fianco. Se vengono fatte le denunce, viene garantita la protezione. Ma bisogna denunciare. Anche perche’ se si e’ conniventi con questo sistema, sia pure subendo l’intimidazione, sono previste misure di prevenzione che possono arrecare ulteriore danni alle imprese”. L’indagine ha permesso di acquisire elementi anche sull’operativita’ di un ulteriore gruppo catanese, legato ai Santapaola-Ercolano, dedito principalmente al traffico transnazionale organizzato e dello spaccio di cocaina, marijuana e hashish, con importazioni dalla Spagna. Nel corso delle indagini sono state eseguite perquisizioni conclusesi con l’arresto in flagranza di 5 persone per detenzione di armi, munizioni e sostanze stupefacenti, sequestrando una pistola, munizionamento vario e circa 2 chili di cocaina, hashish e marijuana. Contestualmente e’ Stato eseguito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di complessi aziendali, quote societarie, beni immobili e mobili registrati nonche’ disponibilita’ finanziarie per controvalore stimato complessivo di circa 5,5 milioni di euro e che, a vario titolo, sono risultati essere funzionali alle attivita’ criminali, di intestazioni fittizie, oppure ritenuti sproporzionati rispetto ai rispettivi profili reddituali. L’attivita’, coordinata dalla procura ha impiegato oltre 250 militari tra carabinieri del Nucleo investigativo carabinieri di Siracusa, supportato dallo Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia” e dal 12esimo Nucleo Elicotteri di Catania, finanzieri del Nucleo Pef della Guardia di finanza di Catania e dello Scico, supportati dai reparti territoriali e da unita’ cinofile del Comando provinciale etneo, nonche’ dal Gan di Messina – Sezione Aerea Manovra di Catania.

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