Apertura

Favara, ricatti sessuali al postino che fece sparire mezzo milione di euro: chieste 3 condanne  

Una storia contorta e complicata che affonda le sue radici a Favara. Un contesto condito da soldi rubati ai clienti, da minacce e da ricatti a sfondo sessuale

Pubblicato 6 ore fa

Il sostituto procuratore Annalisa Failla ha avanzato la richiesta di condanna nei confronti di tre imputati coinvolti in una storia contorta e complicata che affonda le sue radici a Favara. Un contesto condito da soldi rubati ai clienti, da minacce e da ricatti a sfondo sessuale. Il pm, al termine della requisitoria, ha proposto 10 anni di reclusione per Pasquale Distefano, ex dipendente delle Poste; 13 anni e 4 mesi e 12 anni sono invece le richieste di condanna avanzate nei confronti di una coppia favarese –  Umberto Nocito e Annamaria Stagno, ui originario di Messina lei di Favara entrambi residente a Catania – ritenuta responsabile di aver estorto, a più riprese, 253 mila euro proprio all’ex impiegato infedele. La prima presentata da Nocito e Stagno contro Distefano la seconda presentata da Distefano contro Nocito e Stagno. Con sullo sfondo l’ammanco di 570 mila euro dalle casse dell’Ufficio postale di Favara.

Secondo la ricostruzione Distefano, abilitato ad eseguire operazioni di addebito e accredito dato il suo ruolo da sportellista alle Poste, si sarebbe appropriato indebitamente – tra il 2011 ed il 2017 – di una somma pari a circa 570 mila euro distraendo beni mediante prelievi non autorizzati, spesso contestualmente a rimborsi di buoni fruttiferi, occultandoli poi tramite diversi escamotage. Ma non finisce qui. Nocito e Stagno sarebbero poi venuti a conoscenza di atti sessuali ai danni di una minorenne posti in essere dal dipendente delle Poste. Questa circostanza sarebbe stata la “chiave” per poter ricattare Distefano. Ed è così che entra in gioco la coppia: venendo a sapere del suo “segreto” hanno cominciato a inoltrare richieste sempre più continue di soldi fino ad arrivare ad estorcere una cifra pari a 250 mila euro. Improvvisamente Distefano sparisce. Va in Lombardia, poi in Germania: chiede le ferie e, poco dopo, anche una proroga. Nel frattempo gli viene danneggiato il portone di casa, vengono trovate delle scritte e bruciata l’auto. E Di Stefano capisce che dietro quegli avvertimenti potrebbero esserci Stagno e Nocito. Li contatta, chiede spiegazioni, ma riceve ulteriori minacce compresa la più grave: “Se non paghi raccontiamo tutto a tua moglie e tua figlia”. Cosa che realmente avviene. Poi, Pasquale Distefano comprendendo che non sarebbe uscito fuori da questa torbida vicenda, decide di denunciare e autodenunciarsi presentando querela avanti l’autorità giudiziaria di Milano. Per la vicenda della minorenne Distefano, giudicato in un altro processo, è stato condannato a 9 anni di reclusione per pornografia minorile e violenza privata.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

FUNZIONA
Grandangolo Settimanale N.33/2026 · Edizione digitale
Ultima uscita
Vai all'edicola digitale ↗
N.33/2026
Pagina 1 di 17
Hai già acquistato questo numero? Inserisci il codice di accesso:
banner italpress istituzionale banner italpress tv