Tenevano il nipote disabile incatenato in casa: arrestati coniugi a Naro (ft e vd)

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Tenevano il nipote disabile incatenato in casa: arrestati coniugi a Naro (ft e vd)

di Redazione
Pubblicato il Ott 28, 2019
Tenevano il nipote disabile incatenato in casa: arrestati coniugi a Naro (ft e vd)

Tenevano segregato in casa il nipote disabile psichico addirittura incatenandolo per un piede. La casa degli orrori, a pochi passi dal Duomo di Naro, è stata scoperta dai carabinieri della locale stazione , agli ordini del maresciallo Marco Gelardi, e della Compagnia di Licata, guidata dal capitano Francesco Lucarelli. In manette sono finiti Angelo Vinci e Andreina Vella, 53 e 52 anni. Sono gli zii del trentaduenne disabile vittima, secondo l’inchiesta coordinata dal procuratore capo Luigi Patronaggio e dal sostituto Gloria Andreoli, di sequestro di persona e maltrattamenti. Il disabile era stato affidato alla zia, che percepiva per questo l’indennità di accompagnamento, in seguito ai problemi psichici della sorella.

Del ragazzo si occupò per ben due volte la famosa trasmissione Rai “Chi l’ha visto”: la prima volta nel 2009 quando il giovane si allontanò da Naro in direzione Napoli venendo rintracciato poco dopo; il secondo episodio è più recente e risale al 19 maggio 2016 quando i carabinieri di Pizzo Calabro identificarono il disabile che era stato fatto scendere da un treno diretto al nord perché senza biglietto. I miliari calabresi riconobbero il ragazzo proprio grazie alla puntata della trasmissione televisiva.

L’indagine nasce dalla segnalazione di una vicina di casa dei coniugi che, insospettita da strani rumori, decide di avvisare i carabinieri. Da quel momento viene monitorato l’appartamento con l’installazione di cimici e telecamere supportate da attività di pedinamento e intercettazione telefonica. Nel primo pomeriggio di sabato i militari dell’Arma hanno fatto irruzione in casa arrestando la coppia. 

OI coniugi si presenteranno domani per l’interrogatorio di garanzia davanti il gip del Tribunale di Agrigento Luisa Turco. Intanto arriva il commento della sindaca di Naro Maria Grazie Brandara: “Ho appena appreso la notizia dell’arresto di due coniugi di Naro che tenevano incatenato un giovane disabile conosciuto in città. Una vergogna che ferisce la nostra comunità e sono certa di parlare a nome di tutti i miei concittadini. Sono comportamenti inqualificabili, esecrabili e meschini , scrive la prima cittadina, che rivolge un “plauso alla stazione dei carabinieri di Naro agli ordini del maresciallo Marco Gelardi, a quelli della compagnia di Licata guidati dal Capitano Lucarelli e a quelli del comando provinciale guidati dal colonnello Pellegrino. Grazie – aggiunge Brandara – alla Procura della Repubblica di Agrigento sotto l’abile guida del Procuratore Luigi Patronaggio, cittadino onorario di Naro. appena appreso la notizia dell’arresto di due coniugi di Naro che tenevano incatenato un giovane disabile conosciuto in città”.

 Si è trattato di un’operazione che ha segnato molto anche i Carabinieri che si sono sentiti animati da una forte energia, derivante dalla rabbia e da un forte sentimento di affetto nei confronti di quel ragazzo più sfortunato. I militari, infatti, hanno fatto una colletta e lo stanno andando a trovare.


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