Frode ed evasione nel settore dei carburanti, 5 misure cautelari
Un sistema illecito attraverso cui rifornirsi di ingenti partite di gasolio, in totale evasione di Iva e accise, da destinare alla propria attivita' commerciale
Sottrazione fraudolenta all’accertamento e al pagamento delle accise su prodotti energetici. E’ il reato contestato dai finanzieri del Comando provinciale di Catania a 5 persone destinatarie di altrettante misure cautelari (due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e tre divieti di esercitare attivita’ d’impresa). Sette gli indagati. Con gli stessi provvedimenti – eseguiti nelle province di Catania, Siracusa, Enna, Cesena e Roma – e’ stato disposto anche il sequestro penale dei beni mobili aziendali e delle liquidita’ di una societa’ di capitali e di due ditte individuali coinvolte nella frode, per l’importo complessivo di oltre 235mila euro e il sequestro per responsabilita’ amministrativa degli enti, delle quote, dei beni aziendali e delle disponibilita’ finanziarie di una societa’ che ha beneficiato del meccanismo fraudolento di evasione delle accise.
Le indagini, coordinate dalla procura di Cataniae condotte dal Nucleo etneo di polizia economico finanziaria attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di pedinamento e controllo, analisi di documentazione contabile e extracontabile, hanno riguardato A.C., 38 anni, imprenditore nel settore del trasporto su gomma e della logistica, che in concorso con altre quattro persone avrebbe adottato un sistema illecito attraverso cui rifornirsi di ingenti partite di gasolio, in totale evasione di Iva e accise, da destinare alla propria attivita’ commerciale, garantendosi un prezzo di acquisto fortemente concorrenziale e importanti risparmi fiscali.
In primo luogo, sarebbe emerso che A.C., amministratore di diritto o di fatto di sei imprese nel settore dei trasporti, anche grazie all’intermediazione di A.M., 78 anni, titolare di una societa’ inglese, si sarebbe ripetutamente rifornito di importanti quantitativi di gasolio da tre raffinerie dell’Est Europa, organizzandone i trasporti in Italia – su gomma e su rotaia – con documentazione di accompagnamento falsamente riportante una tipologia di prodotto esente da imposte, il “liquido bio anticorrosivo”. I viaggi per il recupero e l’introduzione in Italia del carburante acquistato sarebbero stati effettuati a piu’ riprese da tre autisti, tra cui P.P., 39 anni.
Nel complesso le Fiamme gialle hanno quantificato un totale di circa 400mila litri di prodotto energetico consumato in frode. In secondo luogo, l’imprenditore si sarebbe approvvigionato di “gasolio agevolato a uso agricolo” da un deposito di prodotti energetici situato nell’ennese e gestito da A.G., 73 anni, per poi utilizzarlo per rifornire i mezzi aziendali, con sensibili risparmi di imposta: il prodotto energetico destinato all’agricoltura sconta un’aliquota ridotta rispetto a quella ordinaria prevista per l’autotrazione sia con riferimento all’Iva (10% anziche’ 22%) che alle accise (- 50 centesimi circa al litro).
Per dare una parvenza di liceita’ all’operazione, la vendita del prodotto sarebbe stata formalmente fatturata a una cooperativa agricola di Biancavilla (Catania), amministrata da R.D.P., 51 anni. Coomplessivamente sono stati sequestrati 143mila litri di prodotti energetici, un deposito abusivo di carburanti, sette tra tank container, trattori stradali e semirimorchi, 58 cisterne cubiche/fuori terra, pompe di sollevamento e pistola erogatrice.




