Agrigento

Il Vangelo secondo Tuzzolino (…e Arnone)

La pubblicazione integrale dell’ultimo verbale (solo ad opera di Grandangolo, ore 8,19 di oggi) del pentito Giuseppe Tuzzolino, architetto, colletto bianco, spacciatore di cocaina, truffatore, sodale di mafiosi, ha provocato le inevitabili ripercussioni sia per i nomi contenuti nel verbale (depositato nel processo Duty free – che vede imputato, tra gli altri il patron di […]

Pubblicato 9 anni fa

La pubblicazione integrale dell’ultimo verbale (solo ad opera di Grandangolo, ore 8,19 di oggi) del pentito Giuseppe Tuzzolino, architetto, colletto bianco, spacciatore di cocaina, truffatore, sodale di mafiosi, ha provocato le inevitabili ripercussioni sia per i nomi contenuti nel verbale (depositato nel processo Duty free – che vede imputato, tra gli altri il patron di Girgenti acque, Marco Campione – dal Pm Andrea Maggioni) sia per le attività che ad occhio nudo sembrano illecite.
Tuzzolino, ormai da tempo, ci ha abituato a performance clamorose, con grande giubilo della stampa che trascrive e riporta.
Alcuni esempi: nel processo a carico dell’ex governatore di Sicilia, Raffaele Lombardo dove ha reso testimonianza (risultato: l’accusa di mafiosità a Lombardo prima sanzionata, è caduta) ha raccontato peste e corna del medesimo Lombardo, di Roberto Di Mauro, di tutto l’Mpa, della dirigente generale della Regione, Patrizia Monterosso, di magistrati, di politici minori, di riunioni con mafiosi dell’ex presidente della Provincia D’Orsi, di imprenditori di grido, di mafiosi come Matteo Messina Denaro e della tangente massone chiamata “tronco della vedova”.
Insomma uno sconquasso.
Ancor più recentemente ha narrato di massoneria agrigentina e mafia elencando una sequela di nomi (alcuni insospettabili) e di tangenti pagate senza batter ciglio.
Ha persino svelato i nomi di esecutori e mandanti di un paio di omicidi mafiosi, si è dichiarato vicino al sanguinario Peppe Condello da Palma di Montechiaro e al mafioso Vetro.
Chiaro che le sue dichiarazioni, anche quelle più ardite, hanno suscitato parecchio clamore ed attenzione. Ma anche scontri per nulla sopiti tra magistrati di diverse ed uguali Procure.
Già imputato di calunnia ai danni dell’avv. Salvatore Pennica, passerà il suo tempo, se non verranno trovati adeguati riscontri alle sue dichiarazioni, a difendersi dallo stesso reato in più sedi giudiziarie.
Il quesito, il dubbio, l’arrovellamento attuale, alla luce di quanto sinora detto è questo: Tuzzolino – che ha portato la Dda di Palermo a perquisire, senza esiti, una casa di New York per trovare tracce di Messina Denaro – è credibile o no?
Grandangolo è dell’avviso che ogni sua dichiarazione, chiunque colpisca, deve essere valutata, riscontrata e pesata. E poi far fare il dovuto corso alla giustizia. Elementare e disarmante.
Ma a Tuzzolino, a seconda delle vendette da compiere, chi ha interesse specifico attribuisce un valore di veridicità ad intermittenza.
Prendete Giuseppe Arnone, quello che beveva acqua inquinata e sudicia prelevata dal mare di San Leone per dimostrare che il mare non era inquinato e l’utilità dei pennelli (mentre Grandangolo scriveva “Forza Procura”) e aggrediva il perito che quel mare aveva bollato come non balneabile (appena ieri Arnone, è stato condannato a 9 mesi per diffamazione).
Ebbene, da due giorni aggredisce i suoi nemici politici (Firetto, Alfano, Gallo, La Russa ed altri) vantando le qualità del pentito Tuzzolino ritenuto attendibile. Aggredisce la stampa – tutta – postando messaggi che inneggiano alla censura e ai pennivendoli di …. (merda, può essere?).
E si auto-incensa dicendo che solo lui è il depositario di verità che rilancia senza omissioni su Fb e che non censura alcunchè.
Rileggendo i suoi post scopriamo che – come aveva fatto in passato sbianchettando dai verbali del mafioso Maurizio Di Gati personaggi come Lombardo, D’Orsi, Di Mauro e Girgenti acque – anche oggi commette la stessa ingenuità: sbianchetta i nomi dell’ex presidente D’Orsi e grazia un avvocato che lo ha mandato a processo per calunnia (perché?).
Insomma, la solita storia di bassa levatura che i più avveduti hanno colto immediatamente.
E su Tuzzolino, Arnone che dice?
Oggi dice cose bellissime, qualche tempo fa lo ha denunciato per calunnia.
Perché?
Semplice: Tuzzolino ha già accusato Arnone di avergli consegnato una tangente da 100 mila euro per sistemare una questione relativa ad un processo che riguardava l’allora suocero Calogero Baldo. Accusa, come specifica l’architetto-spacciatore, non de relato.
Il relativo verbale, il cui stralcio essenziale è riportato qui sotto, chiarirà al meglio le idee ai lettori.
Aspettando il pronunciamento della magistratura sulla denuncia per calunnia di Arnone e sulle dichiarazioni di Tuzzolino.
Ecco la parte che interessa:
“L’anno 2013 il mese di novembre il giorno 7 alle ore 10,50 presso un ufficio giudiziario che si omette di indicare per ragioni di sicurezza, avanti al dottor Giuseppe Fici della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, con l’assistenza per la redazione del verbale del sovrintendete Alessandro Licata della Squadra Mobile di Agrigento, dandosi atto che si procede a fono-registrazione dell’interrogatorio ai sensi dell’art. 141 bis c.p.p. su apparecchio in dotazione all’Ufficio, marca Sony, è comparso TUZZOLINO Giuseppe libero, già generalizzato nel precedente interrogatorio del 5 novembre u.s. del quale il presente costituisce prosecuzione.

P.M.: Stiamo parlando di Favara ovest..
TUZZOLINO: Sì, Favara ovest.
P.M.: La condanna in primo grado è del maggio 2003.
TUZZOLINO: 2006 è quella in secondo, dove lui ha vinto invece, mi ricordo ..dovrebbe essere quasi sicuramente quella, dottore.
P.M.: Vediamo un attimo.
TUZZOLINO: Perché io mi stavo appena laureando e quindi ..
P.M.: Sentenza 18 ottobre 2006.
TUZZOLINO: 2006, 2006.
P.M.: E quindi l’accordo ..
TUZZOLINO: L’accordo avvenne nel 2000 .. sì, proprio avvenne .. allora ottobre 2006?
P.M.: Sì, appello, Corte di Appello.
TUZZOLINO: Infatti siamo sotto Natale .. sì, ricordavo .. però mi ricordavo che avesse portato le cassate .. deve essere sotto Natale .. in appello .. non è che fu rinviata poi a dopo, dottore? No.
P.M.: No, la sentenza è proprio del 18 ottobre del 2006.
TUZZOLINO: 2006. Sì, allora è .. infatti .. l’anno lo ricordo perfettamente, l’accordo fu fatto tra il 2005 ..
P.M.: E quindi questa consegna di denaro .. ma intestata ..
TUZZOLINO: Nel 2005 .. intestate a Giuseppe ARNONE, in quanto Presidente di Lega Ambiente per Agrigento e lì proprio BALDO mi ricordo quel giorno era .. mi disse infatti quando .. quando ARNONE poi andò .. andò via dallo studio “sono i migliori soldi spesi della mia vita, dovevo farlo prima”. Sì. Ci scrisse nell’assegno Giuseppe ARNONE, sono intestati a lui, se li è incassati lui personalmente. Quindi troverete anche la tracciabilità, se volete, quindi ci sarà un riscontro tracciabile sugli assegni, quindi non .. perché lui era Presidente di.. e lui gli disse infatti “ma guarda per la tracciabilità .. per cose”, no dice .. perché lui.. in sostanza il discorso è questo, lui ne voleva dare solo 60 milioni anziché darne 100 di milioni.. mi pare che in euro pagò.. siamo già nell’euro .. 60 mila euro .. sì, siamo già in euro .. sì, siamo già .. quindi iddu .. mi pare che addirittura in euro.. iddu vuleva dare qualche 60 mila euro .. però lui ne voleva l 00 mila.. quindi .. allora dice no, me li devi dare, me li devi dare, me li devi dare perché devo pagare gli altri, devo pagare anche a quell’architetto di Lega Ambiente, che non mi ricordo adesso il nome, un certo MESSANA pure del PD, che era pure con Lega Ambiente, quindi dice “guarda, ho delle spese, gli fece capire, quindi me li devi dare” ..
PM: Per cosa, per revocare la costituzione di parte civile?
TUZZOLINO: Bravissimo.
PM: Hanno fatto una transazione scritta o no?
TUZZOLINO: No, assolutamente ho, mi pare di no. Mi pare .. di questo accordo? No, assolutamente, poi ARNONE mi pare che successivamente si sono visti allo studio da (inc.), gli ha detto “vedi a te non .. contro di te non mi costituisco poi parte civile”, una cosa del genere. Quindi gli ha dato 40 milioni in assegni e 60 milioni contanti. I 60 milioni mi ricordo che ero là, picchì li ho contati io .. li contammo in tre ..
P.M.: E dove li recuperò BALDO?
TUZZOLINO: No, BALDO una cassaforte ha a casa sua piena di soldi, BALDO ..
P.M.: Non ha problemi di liquidità.
TUZZOLINO: Assolutamente, vi ho detto pure dove erano i soldi…
mi-piace

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