Fiumi di droga all’ombra di Cosa nostra: 13 arresti (ft)

Redazione

Fiumi di droga all’ombra di Cosa nostra: 13 arresti (ft)
| Pubblicato il martedì 30 Maggio 2017

Fiumi di droga all’ombra di Cosa nostra: 13 arresti (ft)

di Redazione
Pubblicato il Mag 30, 2017

Le indagini condotte dai poliziotti del Commissariato di P.S. “Oreto-Stazione” hanno registrato un’attività di smercio degli stupefacenti particolarmente dinamica ed “inter-territoriale”, segnata dai vorticosi spostamenti di numerosi co-indagati lungo gli itinerari dello spaccio, impegnati in “consegne a domicilio” e richieste di nuove “forniture”.
Un filone parallelo delle indagini condotte dai militari dell’Arma Carabinieri appartenenti all’Aliquota Operativa della Compagnia di Monreale ha condotto all’arresto, in esecuzione della stessa Ordinanza, di altri due soggetti per i medesimi reati, in quanto sono stati individuati e stroncati i canali che dal cuore della città di Palermo rifornivano la periferia di sostanze stupefacenti.
Complessivamente 13 le persone che sono state arrestate Ottavio Abbate, fratello di Luigi Abbate detto “Gino u mitra”, 51 anni, Antonino Augello, 41 anni, Andrea Di Giovanni, 48 anni, Francesco Paolo Augello, 36 anni, Gaspare Rizzuto, 23 anni, Gaetano Musicò, 38 anni, Eddine Salah Janane, 33 anni, Rita Di Giovanni, 38 anni, Giovanna di Giovanni, 38 anni, Raffaele Catanzaro, 48 anni, Giovanni Pilo, 48 anni, Laura Pirinei, 45 anni, Filippo D’Angelo, 28 anni, in esecuzione di un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Palermo, per il reato di traffico di sostanze stupefacenti.


Nel mirino degli investigatori è finito il lucroso spaccio che, a proprio a partire dal quartiere della Kalsa, inondava di droga le strade di altri storici quartieri cittadini come Brancaccio, Bonagia, Arenella, Zen, fino ad arrivare addirittura in provincia e raggiungendo San Giuseppe Jato, Partinico ed Altavilla Milicia.
Le indagini condotte dai poliziotti del Commissariato di P.S. “Oreto – Stazione” hanno registrato un’attività di spaccio particolarmente dinamica, segnata dai vorticosi spostamenti di numerosi co-indagati lungo gli itinerari dello spaccio, impegnati in “consegne a domicilio” e richieste di nuove “forniture”.
Da settembre 2015 a novembre 2016, con riferimento a questo stesso filone di indagine, la Polizia di Stato ha sequestrato centinaia di chili di hashish e marijuana. Durante l’indagine è emerso il ruolo non marginale di Ottavio Abbate, pluri-pregiudicato anche con precedenti per associazione a delinquere di stampo mafioso e per produzione e traffico di stupefacenti, appartenente alla famiglia mafiosa di “Porta Nuova”.
Si tratta del fratello del più noto Luigi Abbate, detto “Gino u mitra”, attualmente detenuto per “416 bis” (associazione mafiosa) che, nel contesto dell’attività di spaccio della “Kalsa”, avrebbe organizzato e diretto l’attività di altri arrestati.
Una rete organizzata e coordinata che aveva la base operativa nei locali di un ex convento in disuso in discesa dei Bianchi. A pochi metri da piazza Kalsa gli arrestati avrebbero infatti avuto a disposizione depositi e magazzini nella struttura che gli investigatori definiscono “labirintica”. Da lì sarebbero partite le dosi di droga da spacciare anche a domicilio. Inoltre, l’area sarebbe stata il punto di riferimento per i clienti più giovani, compresi gli studenti del vicino istituto Nautico.
Nell’ambito di un parallelo filone di indagine condotto dai militari dell’ Aliquota Operativa della Compagnia dell’Arma Carabinieri di Monreale, sono stati tratti in arresto, in esecuzione della stessa Ordinanza, altri due presunti malviventi, marito e moglie, Giovanni Pilo e laura Pirinei, ritenuti responsabili a vario titolo di reati attinenti agli stupefacenti e un terzo soggetto, Filippo D’Angelo, per più condotte di evasione dalla misura degli arresti domiciliari.
Le indagini sonos tate svolte anche con intercettazioni da settembre del 2015 a febbraio del 2016, mesi durante i quali sono stati effettuati approfondimenti investigativi mirati su alcuni pregiudicati contigui alla famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, i quali sono risultati pienamente inseriti nel traffico di sostanze stupefacenti nei Comuni jatini, con propaggini anche in quelli di Partinico e Montelepre.
Nel corso delle indagini, inoltre sono stati effettuati diversi riscontri per documentare l’approvvigionamento dello stupefacente nel quartiere Kalsa del capoluogo siciliano in funzione della gestione di diverse piazze di spaccio nei Comuni dell’entroterra palermitano.
In questa fase sono stati effettuati 11 arresti di persone colte in flagranza di reato (di cui 7 per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, 3 per evasione e 1 per furto di energia elettrica) e denunciate ulteriori 4 persone per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione abusiva di munizioni. Inoltre sono stati sequestrati 400 grammi di hashish, 111 di marijuana, uno di cocaina e 47 cartucce calibro 22 corto.
Singolare il fatto che fra gli indagati ci fossero persone ai domiciliari che uscivano regolarmente di casa sia per incontrare amici che per andare a giocare a pallone oltre che per commettere gli altri reati contestati. le video riprese raccontano, ad esempio di quanto succedeva nelle adiacenze dell’abitazione di Pilo e Pirinei, documentando le continue evasioni dai domiciliari di D’Angelo ripreso anche mentre giocava partite di pallone nella piazzetta antistante il proprio domicilio.
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Pubblicato il Mag 30, 2017


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