Mafia, 25 arresti, in manette anche una donna: comandava il clan (vd e ft)
Le indagini hanno permesso di rivelare come Cosa nostra, per quanto depotenziata dai risultati investigativi e giudiziari, dimostri “ancora la sua perdurante capacità di avvalersi della forza di intimidazione e del vincolo associativo per costringere i commercianti ad accettare l’imposizione del pizzo”. I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che, […]
Le indagini hanno permesso di rivelare come Cosa nostra, per quanto depotenziata dai risultati investigativi e giudiziari, dimostri “ancora la sua perdurante capacità di avvalersi della forza di intimidazione e del vincolo associativo per costringere i commercianti ad accettare l’imposizione del pizzo”. I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che, si terrà alle 12 odierne, presso la Palazzina “M” della Procura di Palermo, presieduta dal Procuratore Capo – Francesco Lo Voi, dal Procuratore Aggiunto – Salvatore De Luca e dal Comandante Provinciale dei Carabinieri di Palermo.
Per gli inquirenti c’era una donna a capo del clan mafioso di Resuttana-San Lorenzo a Palermo, azzerato all’alba di oggi nella maxi operazione che ha portato all’arresto di 25 persone. Il suo nome è noto alle cronache: Maria Angela Di Trapani, figlia di un capomafia e moglie dello storico boss mafioso Salvino Madonia, il killer dell’imprenditore Libero Grassi. Come emerge dall’indagine dei carabinieri, coordinata dalla Dda di Palermo, la donna, scarcerata due anni fa, sarebbe stata incaricata dai vertici di Cosa nostra a a riorganizzare il mandamento.
I pentiti hanno gia’ in passato parlato del ruolo di Mariangela Di Trapani, tanto che la donna venne arrestata nel 2008. Per gli inquirenti reggeva le sorti del clan mentre il marito, pluriergastolano, era detenuto al 41 bis, riuscendo a portare all’esterno gli ordini che il boss mandava ai suoi dal carcere. Condannata a 8 anni, ha scontato la pena.





