Cultura

L’attrice menfitana Giusy Buscemi è Vanina, vicequestore a Catania: al via fiction su Canale 5

Al via da stasera su Canale 5 "Vanina, vicequestore a Catania": protagonista della fiction è la menfitana Giusy Buscemi

Pubblicato 2 mesi fa

Da stasera Canale 5 trasmetterà in prima serata la serie tv coprodotta da Rai e Palomar ‘Vanina – Un vicequestore a Catania’ con protagonista l’attrice di Menfi, Giusy Buscemi. Sul piccolo schermo saranno trasmessi quattro film da 100 minuti l’uno – “Il Re del gelato”, “Sabbia nera”, “La logica della lampara”, “La Salita dei Saponari” – tratti dai romanzi di Cristina Cassar Scalia editi da Giulio Einaudi editori.

Gli episodi sono stati girati nel capoluogo etneo e dintorni con la regia di Davide Marengo, scritti da Leonardo Marini con la collaborazione della stessa Cassar Scalia. La serie è stata prodotta con il sostegno della Sicilia Film Commission e la collaborazione in città dell’Amministrazione comunale.     Quattro mesi di riprese sotto il vulcano hanno fatto del capoluogo etneo un vero ‘co-protagonista’. E che ‘Catania’ trovi posto anche nel titolo della serie tv la dice lunga sul ruolo della città e sul suo legame con la vicequestore Vanina che, dopo una brillante carriera nell’antimafia a Palermo, decide di scrollarsi di dosso un complicato passato e di ricominciare proprio da Catania e dalla sezione Omicidi della Questura. 

Catanesi e siciliani sono gli oltre 70 professionisti e tantissimi operatori e maestranze coinvolti nelle riprese, a sostegno di un cast con Giusy Buscemi Giorgio Marchesi, Claudio Castrogiovanni, Corrado Fortuna, Dajana Roncione, Orlando Cinque, Danilo Arena, Paola Giannini, Giulio Della Monica, Alessandro Lui, Guia Jelo e Maurizio Marchetti. “Abbiamo accolto con entusiasmo questo progetto – afferma il sindaco di Catania Enrico Trantino – sia perché dà risalto al lavoro di una grande scrittrice siciliana che ama Catania quale è Cristina Cassar Scalia, sia perché crediamo molto nella forza e capacità del cinema e delle fiction televisive di farsi promotori di cultura e di arte, ma anche di nuove realtà e nuove narrazioni del territorio”. (ANSA)

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