Cultura

Orestiadi e Valle dei Templi ricordano Franco Fasulo con la mostra “Luogo della Visione”

L'inaugurazione giovedi 30 maggio alle ore 18 nella sede de Le Fabbriche

Pubblicato 3 settimane fa

Franco Fasulo desiderava ardentemente annullarsi nel luogo, in quella Agrigento classica che diventava topos, casa, tela, opera. I luoghi del mito diventavano il confine aperto attraverso cui si condensava una pittura mai contemporanea, alla ricerca continua di temi “cari” e porti sicuri. La prematura scomparsa del pittore ha scatenato nella comunità agrigentina un moto di estremo coinvolgimento attorno l’esperienza artistica di Franco Fasulo e si è così arrivati alla costruzione di un’antologica curata da Giuseppe Frazzetto. La mostra Luogo della Visione si inaugura giovedì 30 maggio alle 18 nella sede agrigentina di Fondazione Orestiadi – Le Fabbriche. Oggi è stata presentata a Casa Sanfilippo, alla Valle dei Templi. “Una mostra che avevamo pensato quando Fasulo era ancora in vita, e che oggi diventa il giusto tributo ad un grande artista della nostra terra. La costruiamo con Fondazione Orestiadi con cui il Parco ha stipulato una convenzione su comuni impegni culturali” ha detto il direttore della Valle dei Templi Roberto Sciarratta. “L’antologica su Fasulo salda una sorta di debito morale con un artista che in maniera forte si identifica con questi luoghi. Pur avendo vissuto fuori, Fasulo non è mai stato un apolide, ma appartiene a Agrigento” ha spiegato il presidente della Fondazione Orestiadi Calogero Pumilia, mentre il curatore Giuseppe Frazzetto, storico dell’arte e saggista, è intervenuto da remoto.

La mostra è promossa da Fondazione Orestiadi e dal Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, in collaborazione con Comune di Agrigento e FAM Gallery che ha dedicato più di un anno alla ricerca delle opere, ne andranno in mostra oltre cento, realizzate dalla fine degli anni Novanta al 2022. Oltre al corpus principale alle Fabbriche Chiaramonte, una selezione di una ventina di opere di Fasulo sarà esposta alla FAM Gallery e sarà inaugurata il 31 maggio alle 18.30

A Franco Fasulo non interessavano le forme evanescenti dell’arte contemporanea, come anche  le  stilizzazioni di maniera e le introspezioni della fine degli anni Novanta, quanto piuttosto era portato verso la rappresentazione figurativa che, pur senza un’esplicita adesione a canoni classici,tecnici ed iconografici, abbracciava fortemente il territorio  attraverso una personale rielaborazione di temi e soggetti cari all’artista: la struttura ossidata delle navi, bitte, banchine, il paesaggio delle coste, il mare, il cielo, l’orizzonte.

Nella sua produzione pi­ttorica Franco Fasulo si è sempre confrontato con la classicità, rapportandola a una sua idea di rinnovamento. La classicità per Fasulo non era un viluppo statico di visioni, bensì il “luogo” in cui sguardi ed emozioni trovavano un’accorata possibilità di riconciliazione, nonostante le inquietudini della Storia” scrive Frazzetto. La pittura di Fasulo è quindi l’esito (filtrato dal suo talento artistico) di viaggi, meditazioni, domande che l’artista (e l’uomo) si pongono. La ricerca è diretta ad elaborare nuove tecniche d’espressione e nuove iconografie, ispirate da una profonda riflessione sulla condizione umana e sul trascorrere del tempo, iconografie che costituiscono una sottintesa risposta a una deriva alla ricerca di un porto sicuro che si rivela spesso travagliata da intime sofferenze, incline a un malinconico abbandono, al silenzio e ad una solitaria meditazione, raccolta ora nel proprio habitat, ora attraverso i viaggi, non solo della mente. Nasce qui il grande amore per diversi autori del Novecento, da Quasimodo a Pessoa, che colmano il suo bisogno di contemporaneità. Sono anche gli anni in cui Franco Fasulo, attraverso mostre personali e collettive, ha l’opportunità di farsi conoscere e amare da pubblico e critica, anche se la sua attività artistica non è stata sempre valorizzata come meritava.

L’antologica, e la curatela, vogliono quindi colmare questo dislivello: tra dipinti, pastelli e disegni le cui opere costituiranno la nota definitiva del lavoro di Franco Fasulo.

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