Al Museo di Agrigento un concerto di Rita Capodicasa e Mariarita Pellitteri

Diego Romeo

Agrigento

Al Museo di Agrigento un concerto di Rita Capodicasa e Mariarita Pellitteri

di Diego Romeo
Pubblicato il Ott 19, 2019
Al Museo di Agrigento un concerto di Rita Capodicasa e Mariarita Pellitteri

Il duo pianistico formato dalle pianiste agrigentine Rita Capodicasa e Mariarita Pellitteri si prepara ai  prossimi due concerti: domenica 27 ottobre al Teatro Sollima di Marsala per l’Associazione concertistica L.W. Beethoven e domenica 3 Novembre al Museo Archeologico di Agrigento.  Le pianiste   formano da anni un duo pianistico di alto livello dato che svolgono da tempo un lavoro di approfondimento del repertorio cameristico a 4 mani spaziando dalla letteratura romantica fino al genere contemporaneo. In particolare il duo inaugura sempre i concerti con almeno un brano di compositrici donne come Clara Schumann e Fanny Mendelssohn ma anche Marie Jaell e Germane Tailleferre. Un percorso a partire da una ricerca teorico-musicologica oltre che esecutivo- musicale che ha come fine la diffusione di un repertorio poco studiato anche nei legami tra letteratura e Musica . Si sono distinte come ospiti di prestigiose stagioni musicali promosse da Enti come ” Gli Amici della Musica G. Mulè” di Termini Imerese dove hanno proposto un difficile programma per 2 pianoforti.

Il concerto si aprirà infatti con un omaggio a Fanny Mendelssohn, sorella del più famoso Felix della quale poco viene suonato nelle sale da concerto ma dotata di raffinata sensibilità compositiva. Seguiranno le danze ungheresi di Brahms, danze slave di Dvorak, il Peer Gynt di Grieg e per finire la strepitosa Rapsodia Ungherese n.2  di Liszt con cui si concluderà il concerto. Entrambe le pianiste si sono sempre dedicate all’attività concertistica esibendosi sia da soliste che in diverse formazioni di musica da camera oltre che in duo insieme  riscuotendo puntualmente unanimi consensi di pubblico e di critica.

Si dedicano inoltre allo studio e rivalutazione del compositore agrigentino Michele Lizzi di cui hanno eseguito brani particolarmente impegnativi al fine di continuare quella tradizionale della Musica colta ad Agrigento che in Lizzi raggiunge una mirabile fusione tra l’elemento prettamente musicale e il legame con la Terra d’Akragas tra miti e leggende.


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