PD, Cuffaro saluta e va via: “Nel partito logiche di corrente e pratiche consociative”
Mentre il campo largo, con la candidatura di Michele Sodano, è sostanzialmente in campagna elettorale, il Partito Democratico ad Agrigento continua a perdere pezzi. A lasciare è oggi il segretario cittadino Nino Cuffaro. Lo fa con una lettera indirizzata al segretario regionale Anthony Barbagallo e alla vicesegretaria Valentina Chinnici, annunciando di aver deciso di “chiudere […]
Mentre il campo largo, con la candidatura di Michele Sodano, è sostanzialmente in campagna elettorale, il Partito Democratico ad Agrigento continua a perdere pezzi.
A lasciare è oggi il segretario cittadino Nino Cuffaro. Lo fa con una lettera indirizzata al segretario regionale Anthony Barbagallo e alla vicesegretaria Valentina Chinnici, annunciando di aver deciso di “chiudere questa mia parentesi di impegno politico” lasciando al contempo il partito.
L’impatto sull’attuale quadro politico locale è immediato e profondo, poiché scoperchia le tensioni interne a un’alleanza che fatica a trovare una sintesi. Cuffaro, entrato nel partito tre anni fa spinto dalle “aspettative di rinnovamento suscitate dalla candidatura alla segreteria nazionale da parte di Elly Schlein”, lancia accuse pesanti sulla gestione territoriale in questa fase, sottolineando come “a dispetto di un popolo di militanti speranzosi in pratiche di buona politica, qui da noi la fanno da padrone le logiche di corrente e le pratiche consociative”.
La critica colpisce direttamente la strategia delle alleanze in vista delle prossime elezioni comunali. Cuffaro denuncia un “campo che, da largo, rischiava di diventare fin troppo esteso, arrivando ad includere pezzi del centrodestra”, uno scenario evitato solo grazie alla formazione di un’area progressista che definisce “una realtà solida, con uno schieramento di forze ampio come non si vedeva dal 1994”.
Nonostante l’amarezza per il clima di ostilità creato da quelli che definisce gli “urlatori che affollano la scena politica cittadina, dentro e fuori il partito”, il bilancio della militanza resta rivendicato con orgoglio, ma Cuffaro punta il dito soprattutto sulle ultime settimane e sull’ultima assemblea di circolo, dipinta come “il momento più basso del dibattito politico interno, con polemiche pretestuose e urlate per arrivare al commissariamento di fatto, al di fuori da ogni ragione politica e regola statutaria, del gruppo dirigente che ha guidato il partito in città negli ultimi tre anni”.
“Dopo aver abbandonato anzitempo quella riunione – argomenta Cuffaro -, ho deciso di prendermi una pausa di riflessione di qualche giorno, prima di rimettere il mio mandato, come hanno fatto diversi compagni che con me hanno condiviso la linea politica del circolo”, questo fino ad arrivare al passo indietro di oggi.
Cuffaro chiarisce che continuerà ad appoggiare, “da elettore e cittadino consapevole dell’importanza delle prossime lezioni cittadine, la campagna elettorale dell’area progressista e del suo candidato sindaco”, ma è chiaro che la situazione avrà ricadute anche sul dibattito interno.




