Giudiziaria

Favara, usano il reddito di cittadinanza dei disabili per le loro spese: chiesti 7 rinvii a giudizio 

Sono accusati di aver indotto alcuni disabili psichici a presentare la domanda per il beneficio del reddito di cittadinanza per poi usufruire dei soldi del sussidio

Pubblicato 3 mesi fa

La procura di Agrigento ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di sette persone accusate di aver indotto alcuni disabili psichici a presentare la domanda per il beneficio del reddito di cittadinanza per poi usufruire dei soldi del sussidio, peraltro ottenuto illecitamente, per pagare spese personali. Si tratta di Liliana Chiarelli, 34 anni; Gaetano Gramaglia, 33 anni; Paolo Graccione, 46 anni; Diego Vita, 53 anni; Salvatore Di Caro, 63 anni; Giovanni Di Caro, 30 anni e Alba Luz Pineda Urbina, 40 anni. La prima udienza preliminare è stata fissata il prossimo 16 aprile davanti il gup del tribunale di Agrigento, Giuseppa Zampino.

A Gramaglia, Chiarelli, Gruccione e Vita – in qualità rispettivamente di titolare, assistente sociale e dipendenti della comunità – viene contestato l’aver indotto i disabili ospiti della struttura a presentare la domanda per ottenere il reddito di cittadinanza. Una richiesta peraltro illecita considerando che gli ospiti sono a carico dello Stato. L’inchiesta rappresenta una costola investigativa dell’operazione “Dark Community” che vede coinvolta la cooperativa sociale Oasi di Emmanuele. La struttura era finita al centro di indagini per un presunto giro di droga, maltrattamenti e ricatti sessuali.

A tutti, inoltre, viene contestato il reato di appropriazione indebita per aver utilizzato i soldi del reddito di cittadinanza per pagare alcune spese personali come ad esempio la manutenzione di una Porsche, il conto di un hotel a Tarquinia ma anche per fare shopping. Nel collegio difensivo gli avvocati Giuseppe Scozzari, Riccardo Gueli, Salvatore Buggea, Fabio Inglima Modica e Daniela Posante.

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