“Eventopoli”, i soldi del teatro Pirandello per “bonificare” il cellulare del direttore generale?
Per i pm l’ex direttore generale si sarebbe appropriato di oltre 1.500 euro della Fondazione per farsi bonificare il cellulare e cercare di scoprire indagini a suo carico
Nella lunga lista delle contestazioni mosse ai dodici indagati coinvolti, a vario titolo, nell’inchiesta ormai nota come “Eventopoli” c’è è anche quella di peculato che riguarda l’ex direttore generale della Fondazione Teatro Pirandello, Salvo Prestia, e un piccolo imprenditore informatico agrigentino. Al centro della vicenda ci sono gli oltre 1.500 euro di soldi pubblici – pagati dalla Fondazione – che secondo la Procura di Agrigento sarebbero stati spesi direttamente dal direttore generale per farsi “bonificare” (?) il cellulare (suo e della moglie ndr) e tentare di acquisire informazioni sullo stato delle indagini. È questo l’atto di accusa del procuratore capo Giovanni Di Leo e del sostituto procuratore Elettra Consoli.
I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il febbraio ed il marzo 2026. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Prestia avrebbe utilizzato i soldi della Fondazione Teatro Pirandello per pagare 1.652 euro ad Alfano per una prestazione di “riparazione anomalia server e sostituzione Hard disk e ram biglietteria”. Operazione che per i pm non sarebbero mai state eseguite. In realtà, ricostruiscono nell’atto di accusa i magistrati, l’operazione altro non era che una “illecita e fittizia attività di bonifica del telefono in uso a Prestia e alla moglie” nonché di “acquisizione di informazioni sullo stato delle indagini che Alfano millantava di poter fare presso gli uffici e i sistemi informatici della Procura della Repubblica di Agrigento”. Una spesa che nulla aveva a che fare con le attività del Teatro Pirandello.

