Agrigento

ESCLUSIVA GRANDANGOLO. Il cerchio magico dell’onorevole Pisano: 12 indagati (NOMI)

Grandangolo, in esclusiva, svela le carte dell'inchiesta "Eventopoli". Soldi pubblici che sarebbero finiti nei conti privati. Agli atti anche una (presunta) mazzetta per uno spettacolo del Mandorlo in Fiore

Pubblicato 12 minuti fa

Associazioni culturali senza scopo di lucro che gestivano montagne di soldi pubblici, attraverso istanze di finanziamento pagate tanto dalla Regione quanto dal Comune di Agrigento, che però finivano direttamente (o indirettamente) nelle disponibilità del deputato di Fratelli d’Italia Calogero “Lillo” Pisano sia per usi personali che per finalità di sostegno politico mediante la sottoscrizione di tessere del partito, spese o attraverso postepay intestate ad altri ma in realtà in uso allo stesso parlamentare. È il pesantissimo atto di accusa della Procura di Agrigento che, con il procuratore capo Giovanni Di Leo ed il sostituto Elettra Consoli, ha chiesto l’arresto dell’onorevole per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di più fatti di peculato e truffa. La “bomba”, esplosa già nel marzo scorso, è definitivamente deflagrata sabato scorso con la notifica di un atto a comparire davanti al gip Michele Dubini per rendere l’interrogatorio preventivo. Oggi Grandangolo, in esclusiva, svela le carte dell’inchiesta ribattezzata “Eventopoli”. 

Ad altri cinque indagati, oltre allo stesso Pisano, viene contestato il reato associativo: si tratta dell’ex assessore alla cultura, e odierno consigliere comunale, Costantino Ciulla, 38 anni; all’ex amministratore del Distretto Turistico Valle dei Templi”, Fabrizio La Gaipa, 51 anni; all’ex direttore generale della Fondazione Teatro Pirandello, Salvo Prestia, 52 anni; all’ex autista del deputato Pisano nonché socio fondatore dell’associazione Centro Europeo Ricerca e Sviluppo, Tonino Migliaccio, 38 anni, e Calogero Casucci, 34 anni, ex dipendente cn contratto part-time della Fondazione Teatro Pirandello e rappresentate legale dell’associazione culturale Acamante. Nella lista degli indagati compaiono altre sei persone: si tratta di Giuseppe Librizzi, 63 anni, dirigente dell’assessorato regionale al Turismo; Antonino Insalaco, 59 anni, dirigente al turismo del Comune di Agrigento (per questi ultimi due è stata chiesta l’applicazione di una misura interdittiva ndr); Antonio Migliaccio, 39 anni, ex autista dell’onorevole Pisano; Laura Cozzo, 46 anni, moglie dell’ex direttore generale della Fondazione Teatro Pirandello Salvo Prestia; Vincenzo Abate, 71 anni, direttore dell’Accademia musicale “Free Melody”; Melany Palasciano, 37 anni, cognata dell’ex autista di Pisano, socia dell’associazione culturale Centro Europeo Ricerca e Sviluppo di cui è stata amministratrice dal 2021 al 2024; Claudio Alfano, 30 anni, titolare della omonima ditta individuale specializzata in informatica. 

Le indagini – condotte sul campo dalla sezione della polizia giudiziaria nonché dai carabinieri Nucleo Investigativo di Agrigento – hanno riguardato (almeno nella prima parte) la gestione dei finanziamenti pubblici erogati dalla Regione e dal Comune della Città dei templi al Distretto turistico Valle dei Templi e alla Fondazione Teatro Pirandello. Nel “mirino”, in particolare, le manifestazioni racchiuse nel cartellone “Destinazione Agrigento, Costa del Mito, Natale 2022”.  I pm, si legge nell’atto di accusa, avrebbero accertato l’esistenza di una rete di rapporti tra soggetti pubblici e privati in cui i primi garantivano che i contributi arrivassero all’Ente che venivano poi affidati a persone “vicine” o legate da rapporti di “militanza politica”. Per la Procura di Agrigento siamo davanti ad un “sistema” caratterizzato da favori e scambi di natura clientelare tali per cui il soggetto politico riusciva poi ad ottenere un tornaconto sia di natura elettorale che economico vero e proprio. L’attività di indagine, oltre ad una analisi dei movimenti bancari e alle intercettazioni, si è arricchita poi con le dichiarazioni di uno degli indagati che – davanti ai pm – ha confermato che prima di ogni manifestazione culturale ci si riuniva per studiare “a tavolino” quanto e a chi dovesse andare il denaro. Invero, sostiene la Procura di Agrigento, i soldi pubblici finivano nei conti privati degli indagati e, infine, nella carta in uso al deputato di Fratelli d’Italia. In questi mesi, come raccontato ieri da Grandangolo, l’indagine si è allargata facendo emergere altri profili di reato: una (presunta) mazzetta di 2.500 euro l’affidamento dello spettacolo conclusivo dell’ultima edizione del Mandorlo in Fiore e il pagamento (con i soldi della Fondazione Teatro Pirandello, dunque pubblici) di una fattura “falsa” per la “bonifica” dei cellulari dell’ex direttore generale dell’Ente e della moglie.

Ma, al netto della pesante contestazioni di associazione a delinquere mossa ai già sopracitati sei indagati, quali sono gli altri reati ipotizzati? Un episodio di truffa viene contestato a Pisano, Librizzi, La Gaipa e Casucci. Nello specifico, secondo la Procura di Agrigento, La Gaipa avrebbe predisposto una richiesta di finanziamento di 200 mila euro (pari al 50% delle spese del programma “Costa del Mito”) impegnandosi a provvedere con risorse proprie (quelle del Comune di Agrigento) a farsi carico dell’altra metà dei soldi mediante una falsa rappresentazione dei costi e delle attività da finanziare; La Gaipa e Casucci avrebbero presentato alla Regione rendiconti incompleti utilizzando falsi documenti contabili presentati poi al Comune di Agrigento – ad esempio per il concerto di Achille Lauro per il capodanno 2023 – effettuando tutti i pagamenti in data successiva all’ottenimento del contributo. Il tutto – sempre secondo la tesi dei pm agrigentini – grazie all’aiuto dei funzionari pubblici Lillo Pisano, consapevole delle modalità di erogazione dei fondi, del dirigente Librizzi, che avrebbe omesso ogni tipo di verifica e controllo, facendo così cadere in inganno la Regione che ha pagato le spese. Un altro evento finito nel “mirino” della Procura è la manifestazione “Xenia Akragantos”: per i pm agrigentini sarebbero state presentate rendicontazioni fasulle o documenti contabili alterati quali fatture fatture (14.800 dall’associazione Akragas Bike o 15.300 euro dall’associazione Segnali o 16 mila euro dall’associazione Carosello) con allegati a spese sostenute da altri soggetti o rendicontate dalla Fondazione Teatro Pirandello effettuando i pagamenti in data successiva all’effettivo ottenimento del contributo. Al dirigente Librizzi vengono anche contestate due ipotesi di falso: una relativa alla manifestazione “Destinazione Agrigento – Costa del Mito” e l’altra al progetto “Xenia Akragantos”. Per quest’ultima manifestazione viene contestata una ipotesi di truffa al deputato Pisano, all’ex assessore Ciulla, all’ex direttore generale Prestia e al dirigente comunale Insalaco. Quest’ultimo avrebbe omessi ogni tipo di verifica della documentazione, Ciulla avrebbe inviato l’atto di indirizzo con le attività di interesse, Pisano sarebbe stato consapevole dello stanziamento dei  fondi e Prestia avrebbe predisposto una richiesta di finanziamento di 135 mila euro. Parte del finanziamento, sempre secondo la Procura di Agrigento, sarebbe finita nelle tasche dei soggetti mediante il ricorso di associazione sulla carta autonome ma riconducibili al Prestia.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Grandangolo Settimanale N. 37/2026 · Edizione digitale
Ultima uscita
Vai all'edicola digitale ↗
N. 37/2026
Pagina 1 di 68
Hai già acquistato questo numero? Inserisci il codice di accesso:
banner italpress istituzionale banner italpress tv