Giudiziaria

La sparatoria a Villaggio Mosè, accertamenti su cellulari e tabulati: indagati ricorrono al Riesame

La procura di Agrigento ha disposto ulteriori approfondimenti tecnici che riguardano i cellulari dei tre indagati

Pubblicato 2 mesi fa

Nuovi accertamenti tecnici nella delicata inchiesta sulla sparatoria avvenuta venerdì scorso nel parcheggio della concessionaria “Auto per passione” a Villaggio Mosè in cui ha perso la vita il trentasettenne Roberto Di Falco, di Palma di Montechiaro. La procura di Agrigento ha disposto ulteriori approfondimenti tecnici che riguardano i cellulari dei tre indagati fermati dalla Squadra mobile con le accuse di omicidio per errore, tentato omicidio e porto abusivo di armi.

Il procuratore Giovanni Di Leo ed il sostituto Gaspare Bentivegna, che coordinano le attività, hanno incaricato un perito – il dottor Amico – che si occuperà di passare al setaccio i dispositivi informatici: schede sim e tabulati telefonici in particolare. Anche i legali della difesa degli indagati, gli avvocati Santo Lucia e Antonio Ragusa, hanno conferito questo pomeriggio l’incarico ad un consulente di parte. Si tratta del perito Luigi Gagliano. I risultati dei nuovi accertamenti potrebbero fornire nuovi elementi utili alla ricostruzione della vicenda: chiamate in entrata ed uscita prima, durante e dopo l’omicidio ma anche gli itinerari effettuati.

Ulteriori spunti potrebbero inoltre arrivare anche dai risultati dell’autopsia, eseguita nella giornata di ieri, e dallo Stub, l’esame in grado di rilevare la presenza di polvere da sparo. Intanto i tre indagati – Angelo Di Falco, Calogero Zarbo e Domenico Avanzato – ricorrono al Riesame. Gli avvocati della difesa lunedì depositeranno appello al Tribunale della Libertà chiedendo di annullare l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Giuseppe Miceli

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