Giudiziaria

L’omicidio di Angelo Castronovo: gli indagati sono due, caccia al terzo uomo

Si tratta di Giuseppe Criscimanna, di Palma di Montechiaro, non raggiunto da misura cautelare per insufficienza di indizi.

Pubblicato 1 mese fa

Sono due gli indagati, e non uno, accusati dell’omicidio premeditato di Angelo Castronovo commesso a Palma di Montechiaro il 31 ottobre di due anni fa nell’ambito di una vera e propria faida familiare che ha lastricato di morti (tre) le strade della Città del Gattopardo. Come è noto, all’alba di oggi, a Licata dove risiede l’indagato, i carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, dello Squadrone eliportato cacciatori di Sicilia e del Nucleo elicotteri e dal Nucleo cinofili di Palermo, hanno eseguito la misura cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Agrigento, Micaela Raimondo su richiesta del procuratore aggiunto Salvatore Vella e del sostituto Giulia Sbocchia a carico di Giuseppe Rallo, 31 anni.

Con quest’ultimo, è stato formalmente accusato dell’omicidio Castronovo anche Giuseppe Criscimanna, 63 anni, di Palma di Montechiaro, che non è stato raggiunto da misura cautelare in carcere perché il Gip non ha ritenuto sufficienti gli indizi di colpevolezza a suo carico. Tuttavia, alle 4 di stamani ha subito le perquisizioni in tutti i luoghi di sua pertinenza.

Nel dettaglio, a carico di Criscimanna (e Rallo) l’accusa specifica è questa: “Perché in concorso morale e materiale tra loro e con altro soggetto ancora non identificato, con apporti casuali diversi, ma convergenti verso il medesimo fine, esplodendo plurimi colpi di arma da fuoco, (più specificatamente con un’arma corta di grosso calibro, cal. 357 o cal. 38, e con un’arma da fuoco lunga calibro 12, quest’ultima imbracciata da Giuseppe Rallo) nei confronti di Angelo Castronovo – colto di sorpresa mentre stava caricando un escavatore sull’autocarro a lui in uso, dopo aver effettuato alcuni lavori agricoli per conto terzi in contrada Cipolla – attingendolo in corrispondenza dapprima all’arto superiore sinistro, dell’avanbraccio destro e della mano destra, per poi finirlo con un colpo al viso, ne cagionavano la morte”.

Dunque, per gli investigatori è oltremodo chiaro lo scenario del delitto, chi ha agito (tre sicari di cui uno non individuato)e le armi utilizzate.

Il movente dell’omicidio si ritiene possa essere inquadrato nell’ambito della faida tra le famiglie Rallo-Azzarello di Palma di Montechiaro culminata con l’omicidio di Enrico Rallo e Salvatore Azzarello e nella quale Castronovo si è trovato sempre coinvolto.

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