Giudiziaria

L’operaio di 21 anni morto in un cantiere a Canicattì, ci sono i primi indagati 

Nell’inchiesta sulla morte di Angelo Giardina, l’operaio deceduto a soli 21 anni dopo essere stato travolto dal carrello elevatore che stava manovrando

Pubblicato 2 settimane fa

Ci sono i primi due indagati nell’inchiesta sulla morte di Angelo Giardina, l’operaio deceduto a soli 21 anni dopo essere stato travolto dal carrello elevatore che stava manovrando. Il dramma si è consumato venerdì mattina nel piazzale esterno di un’impresa che produce manufatti in calcestruzzo nella zona nord di Canicattì. La procura di Agrigento, con il sostituto procuratore Elettra Consoli, ha aperto un fascicolo d’inchiesta disponendo anche il sequestro dell’intera area (oltre che documenti e un cellulare) dell’impresa edile.

L’attività investigativa prosegue e ci sarebbero già i primi indagati. Certamente la titolare della ditta che, invitata a rispondere alle domande subito dopo l’incidente, si è sostanzialmente avvalsa della facoltà di non rispondere in presenza degli avvocati Calogero Meli e Carmelo Lalomia. Circostanza (e diritto) che svela quindi una indagine a suo carico. Così come avvenuto, in sostanza, anche per il padre, proprietario del terreno. Il giovane operaio, secondo la prima ricostruzione, non era formalmente assunto dall’azienda e certamente non aveva i requisiti per poter guidare un muletto. Il 21enne, stando alle prime informazioni, avrebbe riscontrato difficoltà nei pressi di una piccola discesa. Forse una manovra azzardata.

Secondo una prima ricostruzione il mezzo, leggero nella parte anteriore ma pesante in quella posteriore, si sarebbe ribaltato sul lato sinistro. I primi rilievi indicherebbero una sterzata che avrebbe fatto perdere aderenza. Per Angelo, travolto dal peso del carrello, non c’è stato niente da fare. Inutili i tentativi di soccorso. Gli operatori sanitari, giunti sul posto, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Ed è subito dopo il dramma che i carabinieri della Compagnia di Canicattì, guidati dal maggiore Luigi Pacifico, si sono messi al lavoro per fare piena luce su quanto accaduto. Gli accertamenti proseguono.

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