Morto a 21 anni mentre lavorava “in nero” in una ditta a Canicattì, 4 indagati
La vicenda riguarda la tragica morte di Angelo Giardina, deceduto a soli 21 anni travolto da un muletto mentre lavorava “in nero” in un’azienda a Canicattì
Ci sono quattro indagati per la morte di Angelo Giardina, il 21enne canicattinese deceduto in un tragico incidente nel giugno 2024, travolto dal muletto che stava manovrando all’interno dell’area di una ditta per la quale lavorava “in nero”. La Procura di Agrigento, con il pm Elettra Consoli, ha notificato l’avviso di conclusione indagini ai proprietari e gestori di fatto dell’azienda che si occupa di movimento terra. Si tratta di Giovanna Calderaro (difesa dagli avvocati Giuseppe Barba e Carmelo Luca Lalomia), 52 anni, Calogero Calderaro (difeso dall’avvocato Calogero Meli), 83 anni, Arcangelo Monachello, 44 anni, e Maria Eleonora Cassaro, 79 anni (entrambi difesi dall’avvocato Maria Lo Giudice).
I primi tre sono accusati di omicidio colposo mentre alla Cassaro viene contestato il reato di sottrazione di cose per aver “disperso” il carrello elevatore che era stato sequestrato dall’autorità giudiziaria subito dopo l’incidente. La vicenda risale all’estate 2024. Il 24 giugno, all’interno dell’area di una ditta che si occupa di edilizia, Giardina perde la vita a causa del ribaltamento del muletto – dal peso di oltre 4 tonnellate – che stava manovrando. Il giovane, dai successivi accertamenti dei carabinieri, è risultato peraltro sprovvisto di una regolare assunzione. Era di fatto un lavoratore in nero. Ai due Calderaro, proprietari e gestori di fatto dell’azienda, e a Monachello, formalmente dipendente nonché responsabile del personale, viene contestato il reato di omicidio colposo per aver “omesso l’adeguata formazione e addestramento al giovane”, per aver “omesso la vigilanza anche in relazione alle condizioni di sicurezza del mezzo” e aver “omesso la vigilanza del cantiere all’interno del quale il muletto era utilizzato”. A Giovanna Calderaro e Arcangelo Monachello, inoltre, vengono contestati anche ulteriori violazioni in tema di sicurezza sul lavoro e, in particolare, per “aver affidato a Giardina compiti senza tenere conto delle capacità e delle condizioni” nonché di aver “omesso di prendere misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone di grave rischio”.
A Maria Eleonora Cassaro, in concorso con altri due, viene infine contestato il reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, infatti, avrebbe “disperso” il muletto a lei affidato che era stato posto sotto sequestro subito dopo l’incidente. Gli indagati avranno adesso venti giorni di tempo per presentare memorie o chiedere di essere interrogati per scongiurare la richiesta di rinvio a giudizio. La morte di Angelo Giardina, giovane conosciuto da molti, ha suscitato sgomento nella comunità canicattese. Il sindaco, dopo il tragico evento, dichiarò anche il lutto cittadino.






