Giudiziaria

“Reflui fognari nel mare di Lampedusa”, due ex sindaci e altri 16 a processo 

Nella lista degli imputati ci sono anche due ex sindaci di Lampedusa e l’attuale capo della Protezione civile siciliana

Pubblicato 4 settimane fa

Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Agrigento, Giuseppa Zampino, ha disposto il rinvio a giudizio nei confronti di 18 persone coinvolte a vario titolo in un’inchiesta sui reflui fognari dei cinque impianti di sollevamento di Lampedusa che senza alcun trattamento, secondo l’accusa, sarebbero finiti in mare anche a venti metri dalla costa. Accolta, dunque, la richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Giulia Sbocchia.

Nella lista degli imputati che adesso dovranno affrontare il processo ci sono i due ex sindaci dell’isola, Giusi Nicolini e Salvatore Martello, nonché l’attuale capo della protezione civile siciliana, Salvatore Cocina. La prima udienza si celebrerà il prossimo 8 ottobre davanti i giudici della seconda sezione penale presieduta da Wilma Angela Mazzara. Fra i reati ipotizzati l’abuso di ufficio, l’omissione di atti di ufficio, l’inquinamento ambientale e il danneggiamento. Per tre imputati – che comunque sono stati rinviati a giudizio – alcune delle accuse sono state dichiarate prescritte. Si tratta di Sonja Nunziatina Cannizzo, 52 anni, responsabile dell’impresa aggiudicataria dell’appalto per l’ampliamento di depurazione; Luigi Fidone, 47 anni, direttore tecnico dei lavori; Giovanna Taormina, 56 anni, rappresentante di una ditta che si è occupata dello smaltimento dei rifiuti in un cantiere.

Insieme a loro finiscono a processo anche: Emanuele e Mattia Mondello, 64 e 32 anni, responsabili dell’impresa Nurovi; Salvatore Stagno, 52 anni, responsabile unico del procedimento; Marco Lupo, 54 anni; Maurizio Pirillo, 61 anni e Salvatore Cocina, 64 anni, susseguitisi negli anni alla guida del dipartimento Acqua e Rifiuti; i dipendenti comunali Manlio Maraventano, 55 anni; Francesco Brignone, 60 anni e Calogero Fiorentino, 67 anni; Felice Ajello, 65 anni, dirigente di settore del dipartimento Acque e rifiuti; Marcello Loria, 67 anni, anch’egli dirigente del dipartimento; Giuseppe Tornabene, 69 anni e Giuseppe Dragotta, 62 anni; questi ultimi due direttori dei lavori. Nel collegio difensivo – gli avvocati Nicola Grillo, Vincenzo Caponnetto, Giuseppe Scozzari, Emanuele Magnuco, Joseph Donegani, Giusi Troni, Antonio Gagliano, Paola Carfì, Francesco Messina, Corrado Giuliano, Fabio Quattrocchi, Carlotta Calafato, Carlo Maria Fabbri.

La contestazione principale e’ quella di avere consentito, a partire dal 2015, lo scarico dei reflui provenienti dai cinque impianti di sollevamento “non sottoposti ad alcun trattamento deteriorando il mare”. I valori, secondo l’atto di accusa della procura, sarebbero stati superati in maniera “macroscopica”. L’ex sindaco Nicolini, insieme a Maraventano, Stagno, Pirillo, Ajello, Cocina e Loria, risponde di abuso di ufficio perche’ avrebbe omesso di risolvere il contratto con l’impresa Nurovi. L’indagine, negli anni scorsi, ha portato al sequestro del depuratore. Alcuni capi di imputazione sono stati inoltre modificati nel corso dell’udienza preliminare. 

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