Scioglimento Comune Camastra, Tar ammette ricorso ex sindaco Cascià
Il Tar del Lazio si è pronunciato nel pomeriggio di ieri – dopo il ricorso presentato dagli avvocati Girolamo Rubino e Ignazio Valenza – circa il decreto varato dal Consiglio dei Ministri sullo scioglimento per “ingerenze della criminalità organizzata” del Comune di Camastra. La vicenda è quella legata all’inchiesta “Vultur” – condotta dalla Squadra Mobile […]
Il Tar del Lazio si è pronunciato nel pomeriggio di ieri – dopo il ricorso presentato dagli avvocati Girolamo Rubino e Ignazio Valenza – circa il decreto varato dal Consiglio dei Ministri sullo scioglimento per “ingerenze della criminalità organizzata” del Comune di Camastra.
La vicenda è quella legata all’inchiesta “Vultur” – condotta dalla Squadra Mobile di Agrigento – che avrebbe disarticolato la famiglia mafiosa di Camastra con gli arresti di Rosario Meli, alias “u puparu” e considerato il capo, il figlio Vincenzo, il compaesano e proprietario di un tabacchino Calogero Piombo ed infine il canicanittese Lillo Di Caro.
Da questa inchiesta è scaturita l’ispezione prefettizia con nomina della conseguente commissione che, dopo aver analizzato le carte, ha inviato la relazione al Ministro dell’Interno che ha proposto, in seguito, lo scioglimento del Consiglio Comunale deliberato poi dal Consiglio dei Ministri.
Immediato il ricorso al Tar dell’ex sindaco Angelo Cascià e del suo vice Vincenzo Urso. Cascià, che non è stato colpito da nessun provvedimento dell’autorità giudiziaria, è stato anche sentito in qualità di testimone nel processo “Vultur” dove gli inquirenti ipotizzano, tra le altre cose, un “impegno” della famiglia Meli nell’elezione dell’ormai ex sindaco.
Il Tar ha accolto il ricorso dei legali e nei prossimi giorni si conoscerà la data di inizio dibattimento.

