Giudiziaria

“Stalking reciproco non è reato”, assolti due ex fidanzati

Per il giudice monocratico di Enna, Elisa d'Aveni, il delitto di stalking non e' configurabile quando e' reciproco

Pubblicato 3 mesi fa

Accusati di essersi reciprocamente perseguitati con atti da stalker, due ex fidanzati sono stati assolti dal tribunale di Enna con una motivazione che e’ destinata ad aprire un dibattito. Per il giudice monocratico di Enna, Elisa d’Aveni, il delitto di stalking non e’ configurabile quando e’ reciproco. I due imputati al processo, concluso con l’assoluzione, sono entrambi di Enna, un meccanico trentenne, e un’infermiera di 32 anni che per la procura di Enna, avendo messo in atto azioni e comportamenti persecutori reciproci, dovevano rispondere entrambi di stalking.

I due imputati avevano attuato condotte che rientrano in quelle tipiche dello stalking, con pedinamenti, minacce, molestie e danneggiamenti, fono alle violenze fisiche. Difesi rispettivamente dagli avvocati Salvatore Timpanaro e Doriana Saraniti del foro di Enna, si accusavano reciprocamente di essere vittime di atti persecutori e di vivere entrambi in uno stato di ansia e di paura in conseguenza delle condotte dell’altro. Vittime e persecutori l’uno dell’altra e viceversa. Proprio su questo duplice ruolo gli avvocati difensori hanno incentrato le difese, sostenendo che e’ giuridicamente incompatibile con la norma uno stalking reciproco, in cui ciascuno dei due protagonisti, e’ contemporaneamente vittima e carnefice. Il Tribunale ha accolto la tesi difensiva ed ha assolto gli imputati perche’ il fatto non sussiste.

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