Favori in cambio sesso, chiesta condanna magistrato
Il pm di Perugia ha chiesto la condanna a dieci anni e sei mesi di reclusione per l’ex sostituto procuratore di Roma Roberto Staffa, accusato di concussione in relazione a presunti favori fatti in cambio di rapporti con alcuni transessuali, anche nel proprio ufficio di piazzale Clodio. Incontri che il magistrato ha comunque sempre negato. […]
Il pm di Perugia ha chiesto la condanna a dieci anni e sei mesi di reclusione per l’ex sostituto procuratore di Roma Roberto Staffa, accusato di concussione in relazione a presunti favori fatti in cambio di rapporti con alcuni transessuali, anche nel proprio ufficio di piazzale Clodio. Incontri che il magistrato ha comunque sempre negato. Staffa, 67 anni, e’ accusato anche di violenza sessuale, corruzione in atti giudiziari, rivelazione di segreto d’ufficio e accesso abusivo a sistema informatico.
Il processo a suo carico si svolge a Perugia per competenza territoriale. La vicenda e’ stata ricostruita dal pm di Perugia Gemma Miliani (già in servizio ad Agrigento) nella sua requisitoria davanti al tribunale. Secondo l’accusa, Staffa avrebbe concesso agli stranieri pareri favorevoli alle scarcerazioni oppure rilasci di temporanei permessi di soggiorno. In altri casi avrebbe rivelato “notizie d’ufficio che dovevano rimanere segrete”. Nel corso delle indagini Staffa ha negato i rapporti con i transessuali. Il tribunale collegiale di Perugia, presieduto da Gaetano Mautone, all’inizio del processo ha dichiarato inutilizzabili i filmati realizzati con delle microcamere nascoste dai carabinieri nell’ufficio di Staffa. La prossima udienza e’ stata fissata per il 24 gennaio, mentre la sentenza e’ prevista il 20 febbraio.

