Licata, uccise lo zio a pistolettate, al processo scontro fra consulenti
Scontro fra consulenti, al processo, che si sta tenendo col rito abbreviato, presso il Tribunale di Agrigento, che vede imputato Giovanni Volpe, 19 anni, di Licata, reo-confesso dell’omicidio dello zio, Giacinto Marzullo, 52 anni, ucciso, nei mesi scorsi, con 9 colpi di pistola. Per il consulente nominato dal Gup, la psichiatra Cristina Camilleri, infatti, all’epoca del fatto, […]
Scontro fra consulenti, al processo, che si sta tenendo col rito abbreviato, presso il Tribunale di Agrigento, che vede imputato Giovanni Volpe, 19 anni, di Licata, reo-confesso dell’omicidio dello zio, Giacinto Marzullo, 52 anni, ucciso, nei mesi scorsi, con 9 colpi di pistola.
Per il consulente nominato dal Gup, la psichiatra Cristina Camilleri, infatti, all’epoca del fatto, era “capace di intendere e di volere” ed è compatibile anche con la detenzione carceraria, lo stesso dice il consulente delle parti civili. Di parere opposto l’esperto della difesa secondo cui le capacità mentali del giovane “erano gravemente scemate al momento del fatto”.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori Volpe avrebbe ucciso lo zio per contrasti di natura economica.
I colpi di pistola esplosi hanno raggiunto il muratore all’addome, alle gambe, al polpaccio e alle caviglie. Di questi, uno sarebbe stato quello mortale vicino al cuore. 9 colpi su 12 sparati di cui la gran parte esplosi da distanza ravvicinata.
Marzullo fu assassinato in un appezzamento di terreno vicino alla rotonda per la località balneare di Mollarella, a Licata.
Il figlio e la moglie della vittima si sono costituiti parte civile.
La prossima udienza è stata fissata per il 14 dicembre quando si terranno le conclusioni.





