Lampedusa, la marineria in sciopero contro i rincari del carburante
Martello(Cogepa): "È una situazione insostenibile per una comunità che oltre al turismo ha come unica fonte di sostegno la pesca"
“A Lampedusa gli effetti del caro-carburante per la pesca sono più pesanti che altrove. Il gasolio per imbarcazioni, che in Sicilia ha un costo medio di 1,30/1,40 al litro, alle Pelagie arriva a costare quasi il 30% in più, fino a 1,80 al litro seconda della quantità che si acquista dal fornitore locale, che agisce di fatto in regime di monopolio. La nostra marineria è in ginocchio”. Lo dice Totò Martello, presidente del Cogepa (Consorzio di gestione della pesca artigianale) di Lampedusa e Linosa, che oggi ha proclamato una giornata di sciopero della marineria delle Pelagie. “Con i costi attuali del carburante – aggiunge Martello – ad ogni peschereccio servono fino a 700 euro di gasolio per passare una notte in mare, basta fare due conti per capire che con quel che resta in tasca non ce la facciamo ad andare avanti. Come se non bastasse qui a Lampedusa abbiamo anche il problema delle imbarcazioni dei migranti disperse nei nostri fondali, che provocano danni anche ingenti alle reti e alle attrezzature dei nostri pescherecci. È una situazione insostenibile per una comunità che oltre al turismo ha come unica fonte di sostegno la pesca. Chiediamo un incontro urgente con l’assessore regionale alla Pesca Luca Sammartino – conclude Martello – per discutere possibili misure di sostegno al nostro comparto”. Il Cogepa di Lampedusa e Linosa rappresenta il 98% della marineria delle Pelagie.




