Lampedusa

Naufragio Lampedusa, il sindaco: “Indignato, noi siamo la zattera dell’Europa”

A dirlo all'Adnkronos è il sindaco di Lampedusa, Filippo Mannino, all'indomani dell'ennesimo naufragio costato la vita a una bimba di quasi 2 anni

Pubblicato 3 settimane fa

“Sono veramente rammaricato e indignato per atteggiamento dell’Europa, che continua a rimanere inerme di fronte all’emergenza umanitaria del Mediterraneo, lasciando sola l’Italia e, in particolare, Lampedusa a occuparsi di un fenomeno che sta diventando insopportabile anche per le continue morti in mare”.

A dirlo all’Adnkronos è il sindaco di Lampedusa, Filippo Mannino, all’indomani dell’ennesimo naufragio costato la vita a una bimba di quasi 2 anni, mentre si cercano altri otto dispersi che secondo il racconto dei superstiti – 42 persone – mancherebbero all’appello. “C’è stata una tragedia, oggi piangiamo una bimba, ma poteva essere una strage – aggiunge Mannino -. Lampedusa continua a essere una zattera di salvataggio nel Mediterraneo. Ringrazio le forze dell’ordine per il grande lavoro che fanno e i miei due concittadini (i due pescatori che hanno salvato due migranti, ndr) ma l’indifferenza dell’Europa è insopportabile”. Ieri quando ha appreso dell’ennesimo naufragio il primo cittadino ha provato “un profondo senso di sconforto”.

“Ho pensato alla mamma della piccola – dice -, questa gente scappa cercando una vita migliore e, invece, si trova a piangere i propri figli”. Per il sindaco di Lampedusa si tratta di “una situazione non più sostenibile”. L’appello è all’unità: “Invece di continuare a criticare qualsiasi cosa si faccia, si mettano da parte le ideologie politiche per andare tutti in un’unica direzione”. Il dito ancora una volta è puntato contro l’Europa, “pronta alle critiche non appena ci sono dei tentativi da parte del nostro Governo di fare qualcosa”. Il riferimento è anche all’accordo con l’Albania. “Uno schiaffo all’Europa che continua a restare ferma”, dice Mannino, secondo cui quell’intesa può essere “sia un deterrente (alle partenze, ndr) che un modo per aprire il dibattito politico su questo tema, che continua a essere assente nell’agenda europea. Invece di criticare l’Europa lavori per cambiare il regolamento di Dublino se tiene davvero alla sorte dei migranti”.

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