Gli vogliono togliere il figlio, boss al giudice: “Non voglio che mio figlio finisca in carcere”
Il boss ha manifestato al giudice dei minori l'intenzione di seguire il protocollo "Liberi di Scegliere" per non perdere la potestà genitoriale
“Non voglio che mio figlio finisca in carcere come me, voglio il meglio per lui, mi fido di lei, è una buona madre”: con queste parole un boss palermitano con un cognome molto pesante in Cosa nostra, e in particolare nel clan di San Lorenzo, ha manifestato al giudice dei minori l’intenzione di seguire il protocollo “Liberi di Scegliere” per non perdere la potestà genitoriale.
Una scelta condivisa con la moglie e seguita alla richiesta della procura dei minori di allontanare dalla coppia il figlio per evitare che cresca in un contesto ambientale deviato. La notizia è stata pubblicata dal sito di notizie Livesicilia. Il boss ha scontato la pena ed è libero dopo anni di carcere per mafia ed estorsione. Il timore che il bambino possa crescere in un ambiente non adatto ha spinto i pm dei minori a chiedere la decadenza della potestà genitoriale.
Prima di prendere la decisione, il giudice Nicola Aiello è andato a sentire il padre per conoscere le sue intenzioni e in quel contesto il boss ha manifestato la volontà di seguire un percorso che potrebbe anche portarlo lontano dalla Sicilia. Nei prossimi mesi il magistrato dovrà valutare l’istanza della Procura alla luce del comportamento del capomafia.





