Politica

La sfida neocentrista per Licata

di Gaetano Cellura

Pubblicato 12 mesi fa

La Dc Nuova è presente in quasi tutti i comuni della Sicilia. Ѐ ben rappresentata all’Ars dove sostiene (e ne è parte attiva) il governo Schifani. Ѐ già forte e ben radicata nell’agrigentino e nella Sicilia centro-occidentale. E lancia un progetto ambizioso: far rivivere e riportare al centro del sistema politico un partito in verità mai morto nell’Isola: la Democrazia cristiana. Non c’è forza politica di centro e anche di centrosinistra in cui non siano stati presenti, nella cosiddetta seconda repubblica, esponenti o eredi della Dc di un tempo. Alcuni in queste forze si sono come riciclati; altri (la maggior parte) non hanno mai rinunciato alla cultura originaria. Democristiani erano e democristiani sono rimasti. Alla fine gli unici sopravvissuti del vecchio pentapartito, ultima organica formula di governo della prima repubblica.

Se questo vecchio spirito rinasce, se la Dc è tornata l’ex governatore dell’Isola Totò Cuffaro ne porta il merito. Si è rimesso al lavoro non per ricandidarsi a nuove cariche pubbliche, ma per ricostruire un partito dalle fondamenta, ridare una casa comune ai democristiani. E, visti i primi risultati, con buone possibilità di successo.

A Licata la Dc è stata presente alle scorse Regionali ed è presente oggi con un suo candidato sindaco: il geometra Angelo Iacona (domani in piazza Gondar presentazione ufficiale alla città). Si accinge a presentare, per il consiglio comunale, un listone – di lotta o di governo – cui hanno aderito (salvo ripensamenti dell’ultima ora) almeno quattro attuali consiglieri. Ma il ritorno dei democristiani al centro della politica licatese non si ferma alla nuova ambiziosa sfida lanciata da Cuffaro. Sfida a un modo di fare politica – quello degli ultimi venticinque anni – espressione, diciamolo pure, di un sistema liquido e senza valori storici di riferimento. Questa sfida vede protagonista anche un altro democristiano di lungo corso: l’assessore regionale Roberto Di Mauro, autonomista di centro. In qualche modo anche lui è interessato alla rinascita della Democrazia cristiana. Benché finora con un disegno più tattico che strategico rispetto a quello di Cuffaro. A Licata Di Mauro sostiene il candidato sindaco Angelo Balsamo, di cui sarebbe il principale riferimento nel governo regionale. Potremmo dunque assistere nella campagna elettorale di maggio a un derby tra democristiani. E di fatto a un’operazione neocentrista per il governo della città. Con il permesso, beninteso, degli altri due candidati alla carica di primo cittadino, Giuseppe Montana e Fabio Amato, che in questo probabile scenario dovrebbero rappresentare rispettivamente le ali di destra e di sinistra.Fuori da questo scenario, tutto politico (o meglio, politico alla vecchia maniera), è chiaro tuttavia che la città, quale ne sia il nuovo sindaco, si governa sempre dal centro. E con squadre di assessori, progetti, proposte e idee innovative, che solo chi ne è in possesso può mettere in campo. Il resto, nuovi partiti compresi, può essere ancora utile. Ma solo come parergae paralipomena, per dirla con Schopenhauer.    

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