dalla Regione

Nasce all’Ars il gruppo parlamentare Controcorrente, La Vardera: “Facciamo paura”

Nel gruppo gli ex M5s Carlo Gilistro e Jose Marano, designata capogruppo, e Alessandro De Leo, ex Misto

Pubblicato 10 ore fa

Nasce all’Ars il gruppo parlamentare Controcorrente – Ismaele La Vardera presidente. Oltre a lui ne fanno parte gli ex M5s Carlo Gilistro e Jose Marano, e Alessandro De Leo del gruppo misto. “E’ l’espressione di una crescita che fa paura – afferma La Vardera – questi deputati vengono dall’opposizione e restano all’opposizione. Qualcuno parla di poltrone… assurdo… io non ho nulla che offrire. Respingo le accuse di compravendita che arrivando dai compagni di ventura. Se loro avessero ambito a carriere non sarebbero venuti da me. Loro sono venuti da me due giorni prima dell’annuncio senza chiedere nulla ne’ dare nulla, se non il sostegno alla mia candidatura a presidente della Regione. Altro che compravendita di deputati come mi hanno vergognosamente accusato di fare”. Lo ha detto il leader del movimento Controcorrente Ismaele La Vardera, presentando il suo gruppo all’Ars con gli ex M5s Carlo Gilistro e Jose Marano, designata capogruppo, e Alessandro De Leo, ex Misto, eletto con il centrodestra. “Non e’ vero che eravamo assenti al vertice del Campo largo, c’erano i nostri coordinatori, ma in quella sede – ha aggiunto – non si e’ parlato della questione principale: quale candidato presidente? La sensazione e’ che si voglia perdere tempo, che si vogliano mettere ostacoli a uno come me che viene considerato non controllabile, ne’ gestibile… Io non voglio farmi controllare o gestire, sono pronto insieme agli alleati, dentro quel campo largo, a fare la stessa battaglia per cambiare la Sicilia, ma non mi faro’ dilaniare”. Da qui la proposta: “Convochiamoci, riuniamoci tre giorni e usciamo con una proposta unitaria sulla presidenza”. Un “vertice pop”, lo chiama l’ex Iena, e “non triste, in un contesto triste, come quello che si e’ svolto. Non voglio essere considerato un avversario, siamo sulla stessa barricata, ma se vogliono tenermi fuori, andro’ avanti”. E le primarie? “Non ne ho paura. Se si facessero aperte, le vincerei a mani basse, ma come ha dimostrato la vicenda di Caterina Chinnici, non servono, non aiutano, non ci fanno vincere”.

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