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 Cade da pala eolica, muore operaio di 33 anni

I vigili del fuoco stanno cercando di recuperare il corpo dell'operaio che si è fermato all'altezza di 48 metri. 

Pubblicato 2 settimane fa

Ancora un morto sul lavoro in Sicilia. Dopo i cinque operai che hanno perso la vita in un impianto fognario a Casteldaccia, in provincia di Palermo, un operaio, è morto oggi a Salemi, nel Trapanese, precipitando per oltre cinquanta metri all’interno della torre di una pala eolica. L’operaio stava effettuando delle operazioni di manutenzione. Sul posto il 118, i vigili del fuoco di Salemi e di Trapani, oltre che il personale Saf, che stanno cercando di recuperare il corpo dell’operaio che si è fermato all’altezza di 48 metri. Si tratta di Giovanni Carpinelli, di 33 anni, lavorava per una ditta di Napoli. L’azienda operava in sub-appalto per il montaggio meccanico. L’incidente è avvenuto al palo 3 del parco eolico ‘Erg 69’ di contrada Ranchibilotto a Salemi.

Lavorava in una ditta in subappalto per l’installazione di turbine delle pale eoliche nel parco Vestas l’operaio morto a Salemi, in contrada Ulmi, nel Trapanese”. Lo rende noto il segretario dei metalmeccanici della Fiom siciliana Francesco Foti. “Come sempre – aggiunge – esce fuori che la causa di tutti questi morti sul lavoro è legato al mondo del subappalto, fatto di lavoratori precari e di sfruttamento. Perché il lavoro straordinario di sabato? Era così urgente?”.”Inoltre, a tutto questo – sottolinea Foti – si aggiunge che non ci sono controlli da parte degli organi competenti ed è evidente che le leggi che riguardano il subappalto vanno cambiate, come chiediamo da anni. Adesso – conclude il leader della Fiom siciliana – assisteremo agli ennesimi piagnistei dei politici che invece di modificare le leggi sugli appalti si limitano a piangere i morti”.

“La strage continua, la rabbia e il dolore non bastano più”. Lo affermano i segretari generali di Uil Sicilia e Uil Trapani, Luisella Lionti e Tommaso Macaddino in merito alla morte, in un cantiere eolico, di un operaio a Salemi, nel trapanese.“Lasciamo – proseguono – che magistratura e forze dell’ordine assicurino giustizia e verità ai familiari dell’operaio morto sul lavoro oggi a Salemi. Noi, intanto, denunciamo inerzie, ritardi, misure-spot della politica. Se non si fa subito qualcosa, se i Governi non affrontano le cause di questa strage che si consuma ogni giorno nei cantieri, nei campi e nelle fabbriche, il numero di morti sul lavoro crescerà ancora seguendo una tragica tendenza che in Sicilia sta tutta in pochi numeri: 65 vittime nel 2023, 60 nell’anno precedente. Quest’anno, i morti tra gennaio e marzo sono stati 10 e già appena a metà maggio ci avviciniamo pericolosamente a quota 20. Chiediamo formazione, controlli, prevenzione. Non è questione di patente a punti per imprenditori. La vita di un lavoratore non si valuta a punti”, concludono. 

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