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Il cardinale Reina: “Diventato prete grazie all’anatema di papa Wojtyla contro la mafia”

Chiamare le cose per nome, soprattutto in una terra dove farlo "non è una cosa comune", è per Reina la cifra stessa del ministero.

Pubblicato 2 mesi fa

Per alcuni c’è un momento preciso, una parola detta a braccio, un grido che squarcia il silenzio e ti cambia la vita. Per il cardinale Baldassare Reina, oggi Vicario del Papa per la diocesi di Roma, quel momento ha un luogo e una data: la Valle dei Templi di Agrigento, 9 maggio 1993. E’ lì che san Giovanni Paolo II lanciò il suo durissimo appello ai mafiosi, “Convertitetevi” segnando, come ricorda Reina a TV2000, una linea di demarcazione netta tra un prima e un dopo nella postura della Chiesa verso la criminalità organizzata.

Lo racconta lo stesso cardinale in una lunga intervista al programma Soul condotto da Monica Mondo, in onda domenica 21 dicembre. “Io ero quasi alle porte dell’ordinazione, quasi diacono – confida – e quel grido forte, il grido del cuore di Giovanni Paolo II, mi scosse. In me maturò l’idea che soltanto una dimensione profetica potesse dare un senso alla scelta che stavo per abbracciare”. Così chiamare le cose per nome, soprattutto in una terra dove farlo “non è una cosa comune”, è per Reina la cifra stessa del ministero.

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