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Menfi, minorenne costretta a prostituirsi: vittima parte civile contro la madre

C’è anche la ragazzina di quattordici anni tra le parti civili costituitesi ieri durante la prima udienza preliminare nell’ambito della richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla procura di Palermo nei confronti di cinque persone accusate di abusi sessuali ai danni della minore tra le campagne di Menfi e Gibellina. La vittima, attraverso una procura […]

Pubblicato 4 anni fa

C’è anche la ragazzina di quattordici anni tra le parti civili costituitesi ieri durante la prima udienza preliminare nell’ambito della richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla procura di Palermo nei confronti di cinque persone accusate di abusi sessuali ai danni della minore tra le campagne di Menfi e Gibellina. La vittima, attraverso una procura speciale, si è costituita anche contro la madre. Su quest’ultima penda la gravissima accusa di aver concesso il corpo della figlia ad alcuni clienti tra i 18 e i 69 anni. Oltre la madre sono finiti in manette anche i “clienti” della ragazzina: si tratta di Pietro Civello, 60 anni di Gibellina, Viorel Frisan, 37enne di Gibellina, Calogero Friscia, 25enne di Menfi, Vito Sanzone, 43 enne di Menfi e Vito Campo, 69enne di Menfi.

Le accuse sono gravissime: induzione alla prostituzione minorile, sfruttamento e favoreggiamento della stessa, nonché violenza sessuale ed atti sessuali con minorenne, aggravati (poiché consumati ai danni di una vittima quattordicenne). La ragazzina è stata già allontanata da casa della madre già dal 2017 quando sono cominciate le indagini. Secondo la Procura della Repubblica di Palermo la madre per gli incontri chiedeva dai clienti, a secondo della “prestazione”, dai 30 ai 200 euro.Nell’udienza preliminare la ragazzina ha in pratica confermato le accuse parlando per 7 ore. Durante l’incidente probatorio la quattordicenne avrebbe confermato i fatti.

Nei suoi racconto la minore avrebbe raccontato diversi retroscena ma anche che Viorel Frisal non l’avrebbe toccata. Si torna in aula il 24 febbraio davanti il gup del Tribunale di Palermo Marcella Ferrara.

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