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Sicilia, gli autotrasportatori si fermano: “Senza risposte dal Governo protesta a oltranza”

Il fermo avrà inizio alle ore 00:01 del 16 ottobre e durerà fino alla mezzanotte del 20 ottobre 2026.

Pubblicato 41 minuti fa

Gli autotrasportatori siciliani hanno ufficialmente confermato il blocco dei camion, fornendo dettagli sullo svolgimento della protesta. Il fermo avrà inizio alle ore 00:01 del 16 ottobre e durerà fino alla mezzanotte del 20 ottobre 2026. Durante questo periodo, i camion resteranno nei propri piazzali di stazionamento e non verranno scaricati i semirimorchi dalle navi nei principali porti dell’isola.

La mattina del 17 ottobre, presso il porto di Palermo, si terrà una conferenza stampa dedicata a spiegare le ragioni della mobilitazione. “Nel caso in cui il Governo non fornisce risposte concrete o misure tempestive, la protesta potrebbe essere prolungata a tempo indefinito”, dicono gli autotrasportatori consapevoli dei disagi che questa decisione comporterà, in particolare per quanto riguarda il rifornimento della Grande Distribuzione Organizzata e dei mercati ortofrutticoli, realtà che hanno in media solo due giorni di autonomia, il che potrebbe portare rapidamente a scaffali vuoti.

Il segretario Salvatore Bella, che coordina la vertenza attualmente in corso in Sicilia, dice: “oggi noi abbiamo bisogno di certezze e non più di chiacchiere e parole inutili. Le certezze si traducono in risorse finanziarie concrete da destinare alle imprese per sostenere gli enormi aggravi causati dal caro carburante. Serve almeno un miliardo di euro per fronteggiare questa emergenza. Non possiamo ribaltare i costi del gasolio sulla nostra committenza, poiché anch’essa si trova in gravi difficoltà. Al Nord non vengono proclamati scioperi perché i nostri colleghi riescono ad applicare la clausola di salvaguardia sul gasolio, potendo contare su committenze più solide in grado di farsi carico di tali costi; costi che, in ogni caso, andranno a ripercuotersi sui cittadini attraverso gli aumenti nel carrello della spesa. Al contrario, noi al momento non siamo nelle condizioni di chiedere aumenti ai nostri committenti, in particolare al settore agricolo, specialmente nel Mezzogiorno d’Italia. Pertanto, o il Governo troverà i fondi necessari per farci ripartire, o sarà sciopero ad oltranza”.

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