Sambuca di Sicilia

Addio al magistrato agrigentino Intelisano, scoprì “armadio della vergogna” nazista

Nato a Sambuca di Sicilia il 26 aprile 1943, Antonino Intelisano ha dedicato l'intera carriera alla magistratura militare, distinguendosi per rigore giuridico e impegno

Pubblicato 37 minuti fa

Il magistrato Antonino Intelisano, già procuratore generale militare emerito presso la Corte suprema di Cassazione, una delle figure più rilevanti della magistratura militare italiana del secondo dopoguerra, è morto a Roma all’età di 83 anni. La scomparsa è avvenuta il 30 giugno ed è stata confermata all’Adnkronos da fonti della magistratura militare. Intelisano è stato protagonista di inchieste decisive sui crimini nazifascisti, ricoprendo il ruolo di pubblica accusa nel processo a Erich Priebke, ed è stato tra gli autori della scoperta del cosiddetto “armadio della vergogna”.

Nato a Sambuca di Sicilia il 26 aprile 1943 (Agrigento), Antonino Intelisano ha dedicato l’intera carriera alla magistratura militare, distinguendosi per rigore giuridico e impegno nella ricostruzione di pagine complesse della storia giudiziaria italiana. Nel 1993 fu nominato procuratore militare della Repubblica presso il Tribunale militare di Roma, ruolo nel quale avviò una stagione di attività giudiziaria caratterizzata da una particolare attenzione ai crimini di guerra e alle responsabilità legate al secondo conflitto mondiale. Nel 2010 raggiunse il vertice della magistratura requirente militare con la nomina a procuratore generale militare presso la Corte suprema di Cassazione, incarico che ha ricoperto fino al 2016.

Tra i momenti più significativi della sua carriera figura il suo ruolo nel processo contro Erich Priebke, uno dei procedimenti più rilevanti legati alla strage delle Fosse Ardeatine. Intelisano fu tra i magistrati che contribuirono a portare a giudizio i responsabili di uno dei più gravi eccidi avvenuti in Italia durante l’occupazione nazista. Il suo nome è inoltre indissolubilmente legato alla scoperta a metà degli anni ’90 dell”’armadio della vergogna”, il complesso di fascicoli relativi a crimini nazifascisti rimasti per decenni occultati negli archivi della magistratura militare. La sua iniziativa istruttoria contribuì a riportare alla luce centinaia di dossier, consentendo la riattivazione di indagini su stragi e violenze rimaste senza giustizia. Accanto all’attività giudiziaria, Intelisano ha svolto un’intensa attività accademica: ha insegnato Istituzioni di diritto e procedura penale presso l’Università ”La Sapienza” di Roma, formando generazioni di studenti e operatori del diritto. È stato inoltre presidente dell’Associazione nazionale magistrati militari e componente di diritto del Consiglio della Magistratura Militare. Autore di testi giuridici di riferimento per il diritto penale militare, ha unito alla funzione requirente una costante attività di studio e approfondimento normativo, contribuendo alla sistematizzazione della materia. Figura rigorosa e riservata, Intelisano viene ricordato soprattutto per il contributo dato alla trasparenza su alcune delle pagine più controverse della storia italiana del Novecento. La sua attività ha rappresentato un punto di svolta nella ricostruzione giudiziaria dei crimini di guerra e nella tutela della memoria delle vittime delle stragi nazifasciste. 

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