Morto per un tumore provocato dall’amianto, risarcimento a familiari di un militare
Deceduto nel 2020 per un tumore polmonare che sarebbe stato causato dall'esposizione professionale all'amianto durante il servizio
Il Tribunale di Siracusa ha riconosciuto come vittima del dovere Salvatore Legnosecco, luogotenente della Marina Militare originario di Augusta, deceduto nel 2020 per un tumore polmonare che sarebbe stato causato dall’esposizione professionale all’amianto durante il servizio. Lo rende noto l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), riferendo l’esito del procedimento promosso dalla moglie Assunta Restivo e dai figli Vanessa e Antonino. Secondo quanto riferito dall’ONA, la sentenza accoglie la domanda dei familiari e dispone il riconoscimento dei benefici previsti dalla normativa sulle vittime del dovere, tra cui speciale elargizione e vitalizi arretrati per un ammontare di circa 500 mila euro. Legnosecco era entrato in Marina nel 1975 e aveva concluso il servizio nel 2017.
Per circa 29 anni aveva operato a bordo di unita’ navali con mansioni di elettricista e capo elettricista. Nella decisione, sempre secondo quanto riferito dall’Osservatorio, viene richiamata la consulenza tecnica disposta dal Tribunale, che ha individuato un collegamento tra l’esposizione prolungata a materiali contenenti amianto presenti negli ambienti di lavoro e la patologia che ha causato il decesso del militare. La sentenza ricostruisce inoltre un episodio avvenuto durante il servizio a bordo della Nave Virgilio Fasan, quando il sottufficiale intervenne in occasione di un incendio contribuendo alle operazioni di contenimento delle fiamme e ottenendo un encomio. Il procedimento si e’ concluso con l’accoglimento del ricorso presentato dai familiari, nonostante l’opposizione dell’Avvocatura dello Stato. L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso il presidente Ezio Bonanni, ha espresso soddisfazione per la decisione del Tribunale.


