Agrigento

Report Rifiuti Federconsumatori: “Differenziata al palo, aumenta la Tari”

Agrigento, dopo Catania, è il capoluogo più oneroso con 455,95 euro a famiglia

Pubblicato 2 ore fa

Il Report Rifiuti 2025 di Federconsumatori Sicilia è una fotografia impietosa degli effetti delle cattive politiche ambientali messe in atto in Sicilia negli ultimi anni: la tassa sui rifiuti è sempre più alta, mentre la raccolta differenziata non cresce quasi per nulla (e in alcuni comuni, addirittura, diminuisce). 

A inizio 2025 Federconsumatori Sicilia aveva annunciato che la nostra Regione avrebbe fallito l’obiettivo per l’anno relativo alla raccolta differenziata, al riutilizzo e al riciclo dei materiali in base alle nuove normative europee, entrate in vigore proprio l’anno scorso.  Non solo ciò è avvenuto, ma i cittadini siciliani si sono trovati a pagare anche di più per un servizio che non migliora di una virgola. Tutto questo mentre si continua a parlare di inceneritori per bruciare i rifiuti indifferenziati e non, come si dovrebbe, di centri di raccolta e smistamento dei rifiuti differenziati. Il report si basa, come sempre, su dati ufficiali ma, a differenza che in passato, quest’anno prende in considerazione due tipi di nuclei familiari: il primo, quello classico, è composto da tre persone in una casa da 100 metri quadrati; il secondo, invece, è composto da una sola persona in un appartamento da 60 metri quadrati. Questa seconda ipotesi rispecchia il cambiamento della nostra società, fatta sempre più spesso da ex coniugi che vanno a vivere da soli, giovani lavoratori single e anziani rimasti a vivere da soli dopo la morte del coniuge. 

La media regionale si attesta a 402,36 euro annui, con una variazione del 3,1% rispetto all’anno precedente. In ambito regionale, si registrano incrementi significativi ad Agrigento (+6,6%), Palermo (+7,8%) ed Enna (+4,4%). Catania rappresenta il capoluogo più oneroso anche a livello regionale (602,28 euro), seguita da Trapani (463,29 euro), Agrigento (455,95 euro), Siracusa (396,77 euro), Ragusa (395,37 euro), Palermo (360,76 euro) e Caltanissetta (337,41 euro).
Le città capoluogo di provincia siciliane meno care sono Enna (€ 278,00€) e Messina (€ 331,45) che, rispetto all’anno precedente, quando era la città meno cara, ha avuto un forte incremento pari al 4,3%.
Per la prima volta abbiamo effettuato l’analisi di una seconda ipotesi riferita a un nucleo familiare composto da una sola persona, residente in un immobile di 60 metri quadrati. Catania è sempre lil capoluogo più oneroso, attestandosi a 364,56 euro, seguito rispettivamente da Agrigento con un
valore di 202,65 euro
, Siracusa 201,01 euro, Ragusa 198,00 euro, Messina 196,98 euro, Palermo 176,03 euro, Caltanissetta 164,96 euro, Trapani 161,87 euro, Enna 142,59 euro.

“Negli anni scorsi la Sicilia aveva fatto progressi in termini di raccolta differenziata – afferma il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa – ma adesso sembra essersi fermata. Purtroppo non possiamo non notare che questa brusca frenata coincide con il ritorno del progetto inceneritori: a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. Infine, Federconsumatori Sicilia ricorda che questi dati si riferiscono alla semplice raccolta differenziata mentre la recente normativa europea impone target stringenti anche per l’effettivo riutilizzo e riciclo dei materiali derivanti dalla raccolta differenziata. “Su questo punto – conclude La Rosa – non siamo nemmeno all’anno zero: mancano persino i dati da commentare”.

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