Agrigento

Acqua, se via il personale, chi garantirà il servizio?

Sono ore cruciali per il servizio idrico integrato della Provincia di Agrigento. E’ di ieri la notizia che il Tribunale Fallimentare ha “invitato” l’Aica, il nuovo gestore che dovrebbe partire (a questo punto il condizionale è d’obbligo), giorno 2 agosto, ad affittare un ramo d’azienda e a trasferire il personale, garantendo le posizioni come previsto […]

Pubblicato 5 anni fa

Sono ore cruciali per il servizio idrico integrato della Provincia di Agrigento. E’ di ieri la notizia che il Tribunale Fallimentare ha “invitato” l’Aica, il nuovo gestore che dovrebbe partire (a questo punto il condizionale è d’obbligo), giorno 2 agosto, ad affittare un ramo d’azienda e a trasferire il personale, garantendo le posizioni come previsto dalla legge.

Ieri, Aica, avrebbe fatto sapere di non poter adempiere a quanto richiesto dal Tribunale che, dal canto suo, in caso di risposta negativa dell’azienda consortile, o di mancata risposta, ha già avvisato che potrebbe far partire le procedure di licenziamento collettivo.

Dunque una situazione ingarbugliata. Grandangolo è a conoscenza di trattative febbrili nella notte e di questa mattina, con la questione che sarebbe anche sul tavolo del Prefetto.

L’ultimatum posto dal Tribunale Fallimentare è per oggi. Entro oggi, dunque, l’Aica dovrà comunicare le proprie intenzioni circa l’acquisto del ramo d’azienda, alle condizioni dettate dal Tribunale stesso,

Si parla di un canone di affitto di 15.000 euro al mese che la Consortile dovrebbe versare e tutta una serie di adempimenti e oneri a carico dell’Aica.

Nel pomeriggio è prevista una riunione tra Ati, Aica e Sindacati, e da questa riunione i lavoratori si aspettano rassicurazioni sul proprio futuro.

Va da sè che il futuro del servizio idrico integrato è legato in maniera stretta a quella dei lavoratori. L’Aica, infatti, non ha né mezzi, né personale per evitare il possibile blocco del servizio, in caso di mancato affitto di ramo d’azienda.

Ci chiediamo, e chiediamo, non dovesse essere trovato un accordo e, se come ipotizzato dal Tribunale Fallimentare, scattasse il licenziamento collettivo, come potrebbe Aica garantire il servizio ed evitare le conseguenze di tale azione?

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