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Elezioni, Perconti (M5S) :” I cambiamenti si fanno nelle urne e non a casa”

Il 29 gennaio sono state pubblicate le liste per le elezioni alla camera dei deputati nella quota proporzionale del movimento 5 stelle Filippo Perconti risulta secondo tra i più votati alle parlamentarie, subito dopo il Parlamentare portavoce uscente Azzurra cancelleri. Scorrendo il suo profilo pubblicato sul Web emerge con chiarezza il suo interesse per la […]

Pubblicato 8 anni fa

Il 29 gennaio sono state pubblicate le liste per le elezioni alla camera dei deputati nella quota proporzionale del movimento 5 stelle Filippo Perconti risulta secondo tra i più votati alle parlamentarie, subito dopo il Parlamentare portavoce uscente Azzurra cancelleri. Scorrendo il suo profilo pubblicato sul Web emerge con chiarezza il suo interesse per la politica, a cosa si deve? Come è nato?

“Ho avuto fin da piccolo un interesse particolare per la politica e per le vicende che hanno riguardato le mie comunità di riferimento, fin dai tempi del liceo dove sono stato eletto rappresentante e poi si è accresciuto nel corso degli anni universitari, dove ho ricoperto il ruolo di rappresentante degli studenti all’ERSU per circa un triennio. Oggi intendo spendermi per un impegno ben più ampio quello per il nostro paese.”

Alla domanda “quale delle promesse elettorali vorrebbe vedere realizzate?” gli italiani hanno risposto:  31,4% riduzione delle tasse; 23,8% un milione di posti di lavoro; 13,6% reddito di cittadinanza; 12,3% abolizione legge Fornero; 5,9% abolizione del canone Rai; 3,2% abolizione delle tasse universitarie. Come vede lei questi numeri, specchio di un Paese, potremmo dire, deluso dalle mancate aspettative delle passate elezioni?

“Questi dati mostrano il totale fallimento della classe politica che ha governato il Paese negli ultimi 25 anni. Essi mostrano palesemente come il sistema fiscale venga avvertito dai cittadini come una sorta di oppressione e non quale strumento necessario per il finanziamento di irrinunciabili servizi pubblici oltre che strumenti di politica fiscale funzionali alle politiche per il lavoro, alle pensioni e alla inclusione sociale. temi questi importantissimi ma affrontati male e con superficialità. Se mi è concesso, volevo fare notare come tra i dati che voi ponete alla nostra attenzione, manca quello sull’astensionismo, specchio della disaffezione per le Istituzioni e per la politica in generale da parte dei cittadini e che ha assunto dimensioni enormi, che sarebbero ancor più ampie se nel frattempo non si fosse consolidato il ruolo e la presenza in tutto il paese del M5s.”

Luigi di Maio (M5S)afferma che “il 5 marzo l’Italia potrebbe svegliarsi con un governo a 5 Stelle”. Il movimento presenta candidati di prestigio, ha un programma intenso, per citare alcuni punti: 10.000 nuove assunzioni nelle forze dell’ordine e miglioramento/potenziamento delle strutture carcerarie. Il Paese ha bisogno di una nuova stagione ma che sia di reale cambiamento. Lei crede che il suo partito possa essere la scelta migliore? Perché?

“Il M5s rappresenta la scelta migliore per diversi motivi: le altre forze politiche, mi riferisco a forza italia e al PD con i rispettivi alleati di ieri e di oggi, hanno già avuto la possibilità di governare il paese per oltre 25 anni e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ma questo potrebbe non bastare; il M5s non rappresenta la scelta migliore soltanto perché gli altri hanno fallito, bensì in quanto ritengo stia proponendo un programma e dei candidati all’altezza degli impegni di governo che si profilano. per altro il MoVimento, attraverso tutti i suoi Portavoce nei vari livelli, ha già dimostrato di avere principi, valori e competenze adeguati per rappresentare, tutelare e governare gli interessi della collettività.”

Il Partito Democratico si candida a essere il 1° partito del prossimo governo. Il Premier Gentiloni afferma –attivissimo nella sua campagna elettorale- che il PD è l’unico in grado di guidare l’Italia. Anche il segretario Matteo Renzi è conta di portare a Palazzo Chigi “uno del PD”. Lei come vede tutto ciò?

“Potrò anche sbagliarmi, ma non credo proprio che il PD risulterà il primo partito. basta guardare quel che è accaduto e sta accadendo nelle province siciliane dove pare stia prevalendo il disimpegno dei dirigenti a fronte delle prepotenze del partito romano. lo stesso renzi ha definito la vicenda delle candidature una esperienza devastante. Ma non solo, Il Partito Democratico governa il Paese da più di 5 anni e penso siano moltissimi i cittadini che non hanno apprezzato i Governi a guida PD. Per quanto concerne l’incarico per la guida del governo, la nomina rientra tra le prerogative del Presidente della Repubblica e, ovviamente, io non posso che auspicare in un incarico conferito al nostro candidato Premier, Luigi Di Maio.”

Renzi ha dichiarato che avrebbe garantito le giuste quote di rappresentanza alla minoranza in base alle quote di voti ottenuti al congresso, ma pare che l’impegno non sia stato perfettamente rispettato e le minoranze sono in fibrillazione. Pensa che tutto questo possa avere ricadute o effetti negative sul governo del paese?

“Onestamente non è che mi entusiasmi più di tanto monitorare le modalità di selezione dei candidati degli altri partiti. L’unica cosa certa è che il M5s, spesso attaccato e criticato per tutto e da tutti, è l’unico soggetto politico ad aver scelto i propri candidati attraverso delle votazioni interne. Modalità di selezione sicuramente più democratica e trasparente. Sul governo del paese dubito che possa essere affidato ad esponenti del PD.”

 

 Silvio Berlusconi ancora una volta, accarezza gli elettori con la nota promessa dell’aumento delle pensioni minime, con la soppressione delle imposte sulla prima case e sulle successioni. Secondo il suo punto di vista, il Paese si può consentire una contrazione così grande del gettito fiscale? a fronte di un impegno finanziario notevole come quello che potrebbe comportare un incremento generalizzato e ampio delle pensioni minime?

“Le promesse di Berlusconi, da buon venditore qual è, da 25 anni ad oggi, sono state e continuano ad essere degli spot elettorali che non vedranno nessuna concreta attuazione. Ciò posto, io preferisco parlare dei punti proposti dalla mia forza politica e degli impegni che il M5s intende assumere nei confronti del popolo italiano. Intanto ammesso che ce ne fosse bisogno, ai massimi livelli è stato più volte ribadito che non si intendono istituire patrimoniali né imposte ulteriori sulla prima casa. Di contro si intendono proporre forme nuove di inclusione sociale come il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza al fine di andare incontro a chi vive sotto la soglia di povertà indicando sempre le necessarie coperture finanziarie.”

 

Da molti anni ormai, il nostro paese, come altri tra i paesi maggiormente industrializzati, soffre gli effetti di un astensionismo che purtroppo si diffonde sempre più e che abbiamo riscontrato anche in occasione delle ultime elezioni regionali in Sicilia. Cosa si sente di dire ai nostri lettori per invertire la tendenza e convincerli a recarsi alle urne domenica 4 marzo?

“Capisco le ragioni dei cittadini che manifestano il loro dissenso nei confronti della “politica” astenendosi dal voto ma così operando fanno un favore a quei partiti che possono contare ad esempio sul voto clientelare abbassando in questo modo la soglia di consenso e di vigilanza. E’ vero anche che soprattutto in Sicilia e nel mezzogiorno d’Italia l’astensionismo sia dovuto, non solo alla scarsa fiducia verso la politica, ma anche all’immenso fenomeno dell’esodo verso il Nord Italia e verso l’Estero a cui si dovrebbe porre un argine attraverso adeguate politiche di sviluppo economico per favorire la permanenza dei Giovani nel Sud Italia. Nell’immediato si potrebbero pure sperimentare nuovi sistemi di votazione, valorizzando le nuove tecnologie informatiche. L’Italia ha seriamente bisogno di un cambiamento politico. Cambiamento che ad oggi può essere rappresentato soltanto dal M5s. E i cambiamenti si fanno nelle cabine elettorali, non a casa.”

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