Favara, inaugurato il nuovo Museo Multimediale “Le vie dello zolfo”
All’interno del Castello Chiaramontano sono stati posizionati dei monitor multimediali che guideranno i visitatori nella storia dello zolfo
E’ stato inaugurato ieri sera il nuovo Museo Multimediale “Le vie dello Zolfo”, ospitato nel castello chiaramontano di Favara.
Il progetto è stato realizzato grazie al finanziamento del PSR Sicilia 2014/2022 nell’ambito della Misura 19.2 curata dal GAL Sicilia Centro Meridionale, con l’obiettivo di promuovere un turismo sostenibile e potenziare le infrastrutture ricreative e culturali locali e che ha permesso il recupero delle aree inibite da alcuni anni di una struttura identitaria di Favara.
All’interno delle sale presenti al piano superiore sono stati posizionati dei monitor multimediali che guideranno i visitatori nella storia dello zolfo, che ha a lungo rappresentato una risorsa strategica seppur cavata dalla terra con il sangue dei minatori e, spesso, dei “carusi”.
Proprio per rendere omaggio alla memoria dei lavoratori, la presentazione è stata arricchita dalla performance teatrale teatrale “Voci di zolfo al Castello”, coordinata da Giusy Moscato con la partecipazione delle Associazioni Teatrali di Favara, cui si sono aggiunti i contributi musicali di Peppe Calabrese e dei The Angels. A chiudere la cerimonia è stata la proiezione del documentario “Le vie dello zolfo” a cura di Kalò Cassaro.
“Il progetto di Favara – spiega Olindo Terrana, direttore del Gal Sicilia centro meridionale -, fa parte di un sistema di dieci siti multimediali legati all’identità del territorio che, attraverso anche alle tecnologie multimediali ci consentono di poter fare un lungo salto all’indietro nella storia di questo territorio sia dal punto di vista produttivo, sia dal punto di vista culturale e restituire le emozioni forti che ancora ci restituisce questa parte della Sicilia”.
“Spero che questo museo possa essere frequentato soprattuto dai nostri giovani – commenta il prefetto Salvatore Caccamo – perché in questo modo possano conoscere le storie dei bambini cui era negato il diritto all’infanzia. Spero che questo spazio culturale possa dare luogo a queste forme di riflessione. Mi ha fortemente commosso proprio il lavoro che è stato realizzato grazie all’amministrazione comunale e grazie al GAL, con un percorso musale multimediale che è estremamente curato e che ritengo possa costituire anche un quid pluris per questo territorio comunale. Penso che ci siano tutti gli elementi, tutti gli ingredienti per fare sì che il centro cittadino Favara possa essere sempre più rivitalizzato”.
“Quando si è aperta questa possibilità offerta dal finanziamentodel GAL – dice il sindaco di Favara Antonio Palumbo -, abbiamo subito pensato con l’ex assesore Antonio Liotta prima e con il nuovo assessore Carmen Lo Presti dopo, sia alla possibilità di restituire nuovamente alla città questa parte del castello che non era più visitabile, ma a fare qualcosa che ricordasse la nostra memoria. Abbiamo voluto, insieme ai progettisti Carmelo Bellavia, Antonio Zambuto e Rosario Nicotra, sotto la direzione dell’architetto Giacomo Sorce, creare un museo multimediale che ricordi una parte essenziale della nostra comunità e il prezzo in termini di vite umane che è stato pagato da giovani e giovanissimi ma, anche, il fenomeno dell’emigrazione che è seguito alla chiusura delle miniere stesse”.




